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Giuseppe Tornatore racconta Goffredo Lombardo

Attualità

11/09/2010

L’Ultimo Gattopardo (Work in Progress)

E’ una polifonia di voci quella che Giuseppe Tornatore ha messo insieme per raccontare la vita e gli amori personali e professionali di Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus ed uno dei più grandi produttori di sempre della storia del cinema italiano.

Sebbene al Festival di Venezia, il regista siciliano abbia presentato solo 55 dei futuri complessivi 95 del documentario dedicato a Lombardo, è chiaro che sebbene ancora nello stato di work in progress, L’Ultimo Gattopardo è un lavoro chiave della storia dell’industria cinematografica italiana che appartiene al genere del cosiddetto ‘cinema sul cinema’.

Una produzione interessante in cui Tornatore intervista persone vicine al lavoro ‘di macchina’ del produttore di film come Rocco e i suoi fratelli e Il Gattopardo (solo per citarne alcuni…) tra cui la leggendaria segretaria Cesarina e il mitico press agent Enrico Lucherini, nonché registi e amici del calibro di Alain Delon, Ettore Scola, Carlo Verdone, i Fratelli Vanzina, il produttore Riccardo Tozzi, Franco Rosi e Tornatore stesso cui Lombardo produsse il primo film intitolato Il Camorrista.

Veloce, dinamico, pieno di voci, racconti e ricordi L’Ultimo Gattopardo è un progetto ambizioso, perché vuole raccontare la vita di Lombardo come produttore di cinema e di televisione, come amante dell’avventura e della pesca subacquea, come uomo e come padre.

Un documentario in cui Tornatore distilla tutto il suo amore per il cinema e per Lombardo stesso preso come emblema di gentiluomo d’altri tempi, elegante, educato, caparbio, onesto e dotato di una splendida capacità di negoziare.

Cacciatore di squali, Lombardo fu capace di intrappolare grandi registi e artisti di ogni levatura facendo fare loro quello che voleva in maniera familiare e affettuosa, riuscendo – con sagacia – a determinare il loro successo.

Un produttore che realizzava venti film all’anno e che fu mandato quasi sul lastrico dal flop del Gattopardo, una pellicola costata diversi miliardi di lire che lo obbligò a liquidare quasi tutto il proprio patrimonio privato pur di evitare l’onta del fallimento.

Un racconto interessante e appassionato che grazie a Tornatore prende corpo attraverso una lunga serie di frammenti e di brani, per una sorta di “biografia plurale” come solo un grande uomo di cinema può meritare.

Un lavoro imperdibile per gli appassionati della storia del grande cinema italiano.

 

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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