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Giuseppe Corrado: l’esercizio centrale per lo sviluppo del mercato

Attualità, Interviste, Trade

19/07/2011

A due settimane di distanza dalle Giornate di Cinema di Riccione dove le distribuzioni cinematografiche hanno presentato i listini della seconda parte dell'anno, incontriamo Giuseppe Corrado, Presidente e AD di The Space Cinemas, il maxi-circuito di sale cinematografiche composto da 34 strutture per complessivi 347 schermi,  che rappresenta una fetta di mercato pari al 23%.

Come vede i prossimi mesi dell'anno?

Da quello che abbiamo visto nei listini delle varie società, mi sentirei di dire che andiamo ad affrontare una seconda parte dell’anno decisamente positiva. Speriamo si possa recuperare un po’ del gap negativo dell'ultimo periodo. Tra ottobre e dicembre manca un grande titolo, come è stato l’anno scorso Benvenuti al Sud, ma sono presenti titoli che in parte possono compensare quel risultato e ritengo ci sia una programmazione del Natale decisamente superiore a quella dell’anno passato.

Ci sono molti titoli previsti anche in 3D, come valuta l'andamento delle pellicole in questo formato?

Sembrerebbe che il 3D abbia esaurito la sua funzione d’uso. Avatar e Alice in Wonderland nella scorsa stagione hanno dato una spinta straordinariamente propulsiva, ma troppo presto il 3D ha manifestato segni di vecchiaia. Gli ultimi titoli presentati in 3D, sia Pirati dei Caraibi 4 che Cars 2, hanno ottenuto gli stessi risultati sia nel formato 3D che in quello 2D. Questo la dice lunga sul fatto che l’appealing si stia un pò esaurendo. Forse o non è sufficientemente trainante la qualità dei film che in questo periodo sono stati offerti in 3D o verosimilmente l’effetto 3D in sé è stato una novità piuttosto effimera e questa ipotesi è confermata dal fatto, che quando c’è un bel film, una bella storia, che sia in 3D o in 2D cambia poco.

 In effetti anche titoli innovativi per il 3D, come Transformers 3, sembrano piuttosto penalizzati da questa tendenza?

Transformers 3 sta andando bene, ma fa in 2D più o meno lo stesso risultato del 3D. Anche perché  l’alta definizione, ovviamente su schermi importanti, riesce a compensare la qualità di un film tecnologicamente molto avanzato, anche in 2D. Non credo neanche che sia la differenza dei due euro in più a far la differenza, quanto proprio l’effetto di qualità non così superiore a quanto ci si poteva aspettare. Inoltre alcuni spettatori  trovano il 3D molto scomodo perché devono mettersi gli occhiali. In particolare alcune tipologie di occhiali, molto pesanti, rendono veramente poco confortevole la visione. Noi utilizziamo il Real D quindi gli 'usa e getta' che sono la tipologia di occhiali più leggera, piu’ facilmente gestibile ma è pur sempre scomoda e l’effetto scenico visivo non compensa né la maggiorazione del prezzo né la scomodità. In relazione alle considerazioni fatte, forse il delta prezzo del biglietto tra 2D e 3D appare essere troppo elevato.

Una valutazione delle Giornate Professionali Estive di Riccione?

Complessivamente, viste le presenze e l’adesione del pubblico, ritengo che meritino un giudizio positivo. In particolare l'aspetto organizzativo, anche grazie al Centro Congressi di Riccione che ha permesso uno svolgimento equilibrato e molto valido della manifestazione. La sala è ben equipaggiata e delle giuste dimensioni, la struttura molto accogliente. E positivo il giudizio sui  contenuti presentati dalle case di distribuzione. Se c’è un’eccezione che posso avanzare è forse sul taglio della manifestazione, che dovrebbe riflettere più compiutamente le esigenze del mercato.

Oggi due operatori fanno il 50% circa degli incassi, mentre altri 1.500 operatori, che rappresentano il mercato tradizionale, fanno il restante 50% . Direi che le esigenze di questi due comparti sono completamamente diverse. Le Giornate si rivolgono storicamente a quest'ultimo tipo di esercizio, dandogli la possibilità di incontrare in un colpo solo tutti i distributori e di vedere quali saranno le offerte per poter ipotizzare le scelte di programmazione. I grossi circuiti non hanno un problema di scelta, perché la loro missione è di presentare tutto il prodotto che c’è, quindi hanno altre priorità.

Per chi rappresenta un grande circuito ci potrebbero essere altri momenti per potersi confrontare sulle impostazioni strategiche per porre le basi per la crescita, per ipotizzare un eventuale taglio diverso all’uscita dei prodotti, per discutere gli equilibri di rapporto con la distribuzione in termini di promozione, di potenzialità del circuito come 'mezzo' per permettere di promuovere sempre al meglio il prodotto e riuscire a compensare le limitazioni di budget di spese promozionali ottimizzando i contatti utili con il pubblico cinematografico, insomma mettere in agenda la discussione e la soluzione delle problematiche. In coda a queste manifestazioni varrebbe la pena di pensare a degli incontri, a dei faccia a faccia, per affrontare anche questi temi, non limitandosi alla sola presentazione dei listini.

Come è cambiato il rapporto con le Associazioni? 

Noi abbiamo pensato che in un contesto di mercato diverso dal passato, e in presenza di un consolidamento del settore dell'esercizio, le associazioni avessero uno statuto e un’organizzazione non esattamente al passo con i temi che giornalmente un grande circuito deve affrontare ed una visione non concordante sul futuro del mercato del cinema. Pertanto abbiamo ritenuto che questa tipologia associativa non potesse rappresentare un esercizio come quello di The Space, un esercizio moderno, che ha discontinuato un po’ la maniera di fare cinema. Abbiamo quindi ultimato in questi giorni un nuovo statuto e lo porteremo a conoscenza degli esercenti, piccoli o grandi non cambia niente, che ritengano di potersi identificare nella nostra stessa visione strategica. Saremo ben lieti di consolidare con loro un nuovo tipo di associazione che, partendo da questo presupposto, possa creare un’alternativa vera ad un associazione che  doveva essere rinvigorita. Se troveremo delle adesioni, ci sarà una nuova associazione che raggrupperà chi la penserà come noi, se non le troveremo The Space costituirà singolarmente un’associazione che rappresenta in questo momento il 23% degli incassi e quindi con la forza dei numeri per essere rappresentativa di una buona fetta del mercato. Comunque non vogliamo fare un gioco singolo ma piuttosto aprire il fronte per un nuovo schieramento in cui aggregare quelli che pensano che l’esercizio debba porsi, rispetto alla distribuzione e produzione, in una maniera diversa rispetto al passato.

Obiettivi di crescita di The Space?

Sono quelli che ci siamo dati nel piano strategico iniziale e che sono stati più intraprendenti rispetto alle previsioni. Abbiamo realizzato a fine 2010 ciò che ci eravamo prefissati di raggiungere nel 2012. Siamo aperti ad acquisizioni perché il nostro obiettivo è quello di crescere per consolidarci, coprendo meglio il territorio nazionale. Ci sono ancora  delle zone del paese non ancora adeguatamente coperte dal nostro brand e noi vogliamo essere un brand nazionale a tutti gli effetti, con una copertura ottimale del territorio. Di conseguenza proseguiremo in una strategia di crescita attraverso acquisizioni o aperture per raggiungere questo obiettivo.

Come cambiano i rapporti con i distributori?

I rapporti sono già cambiati, hanno creato presupposti di collaborazione migliore rispetto al passato, si gioca un ruolo paritetico con forze equilibrate, mentre prima erano forse più  squilibrate a favore del distributore. Penso che in futuro ci saranno altri passi in avanti da fare per creare più valore di servizio da parte dell’esercente, e per migliorare l’appealing del cinema nei confronti dello spettatore. Senza voler alterare l’equilibrio dei valori, e quindi alla fondamentale priorità del film, ma è altrettanto importante avere la centralità dello spettatore, averne cura ed offrirgli tutto il servizio possibile aggiuntivo al film. Il vero passo in avanti lo possono fare i grandi circuiti, offrendo alle case distributrici un nuovo media di comunicazione, cioè il network del circuito, rappresentato dal sito internet, dalle applicazioni Ipad, iPhone, IPod, etc., dalle nuove tecnologie che permettono di far confluire nella hall tutta una serie di aspetti visivi e video, perché la valorizzazione del network può generare, in termini promozionali, un elevatissimo numero di contatti ad un costo molto contenuto, e diventerà una leva importante per far confluire molta più gente al cinema. Già ad oggi le statistiche ci dicono che circa l'80% del pubblico dei cinema non vede la tv, non legge i giornali e prende le informazioni o dal punto vendita o da internet.

The Space sembra credere molto allo sfruttamento dei contenuti alternativi?  

I contenuti alternativi sono fondamentali per l’esercizio, per avere meno saturazione sugli impianti e allo stesso tempo ridurre i costi fissi di struttura. In un anno abbiamo aperto il fronte a contenuti sportivi, musicali, lirici e di balletto, adesso cercheremo di razionalizzarli meglio: non più lo one shot, ma la creazione di palinsesti che possano essere presentati allo spettatore nelle giornate più scariche, per incentivare la frequentazione del cinema e portare, con delle alternative di spettacolo, maggior beneficio ai film. Dai prossimi mesi presenteremo un palinsensto per cui il pubblico del The Space potrà vedere ad esempio il lunedì la musica, il martedì il balletto, il mercoledì dedicato allo sport.... Questo non vuol dire togliere spazio ai film, ma portare gente al cinema che verosimilmente andrà a vedere anche film che in caso contrario non avrebbe visto.

Scritto da Piero Cinelli
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