questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Giuseppe Corrado: il cinema al tempo della crisi

Attualità, Interviste, Personaggi, Trade

25/10/2012

Il consumo di cinema è in netta flessione. I dati complessivi dei primi nove mesi dell'anno segnano una diminuzione di fatturato del 12% rispetto allo stesso periodo del 2011 (che oltretutto non è stato un anno particolarmente brillante). Con una ripresa a settembre che farebbe ben sperare per una chiusura anno meno drammatica. Se il cinema americano resta piuttosto stabile, la quota del cinema italiano si riduce dal 36% del 2011 al 23% di quest'anno. Un quadro tutt'altro che brillante, che si accompagna ad una flessione generalizzata dei consumi dovuta alla crisi economica del paese. Ne parliamo con Giuseppe Corrado Presidente e AD di The Space Cinema, il maxi-circuito di sale cinematografiche composto da 36 strutture per complessivi 360schermi, che rappresenta una fetta di mercato superiore al 20%.

Prima di parlare del mercato, dr. Corrado, ci può dire cosa c’è di vero nella voce della vendita del circuito The Space Cinema?

Tutto e niente. Nel senso che non deve stupire nessuno che un Private Equity (21 Investimenti) l’azionista di maggioranza della società possa prima o dopo vendere la società. Semmai ci si dovrebbe meravigliare e preoccupare del contrario. Per me , presidente e amministratore delegato di the Space, e per i miei collaboratori sapere che il proprio azionista di maggioranza , un fondo di Private equity, sta prendendo in considerazione le attenzioni e gli interessi che arrivano dal mercato è un motivo di immenso orgoglio e la dimostrazione di essere riusciti a costruire valore. Tutto ciò poi assume ancora più rilevanza se lo correliamo al momento dell’economia e al breve periodo trascorso dal momento dell’investimento. Un asset ambito dal mercato e che può essere ceduto con successo dopo appena tre anni è l’espressione massima dei risultati ottenuti dal management, della bontà del lavoro svolto e del valore e del potenziale della società. Pertanto, alla luce dei risultati conseguiti da The Space Cinema in questi 3 anni, la notizia non dovrebbe stupire o sorprendere nessun operatore del settore.

Torniamo a parlare dei numeri negativi del mercato. Anche il circuito The Space è allineato alle percentuali complessive?

Non perfettamente. A partire da agosto c’è stato un trend in recupero per arrivare a fine settembre ad un -9%. Diciamo che complessivamente il nostro andamento è superiore di circa due punti rispetto a quello generale del mercato. Ad agosto abbiamo fatto il 21% in più dell'anno scorso, e a settembre il 31%, con un trend di ripresa in crescita anche ad ottobre. C'è da dire che lo scorso anno sia settembre che ottobre sono stati molto deludenti.

Quali sono, secondo lei, le cause di questa flessione?

Certamente la qualità dei prodotti distribuiti non allineati alle potenzialità presentateci. A differenza di altri mercati più stabili, dove quando si inizia una nuova stagione c’è un punto di riferimento di partenza, il cinema non è strutturalmente classificabile rispetto ai trend storici e pertanto dipende per lopiu' dai prodotti in uscita. Al'inizio di un anno non parti dai 100 milioni di mercato capitalizzati nell’anno precedente, come in altri settori merceologici ai quali si può sommare o decrementare un quantitativo legato allo scenario esterno. Nel mercato del cinema il fatturato è generato da 300 film usciti quell’anno, ma l’anno successivo si riparte da zero perché ci saranno altri 300 titoli completamente diversi, che non possono essere comparati con quelli dell'anno precedente. Perché ognuno è una storia a parte.

Comunque il numero dei film distribuiti nell'arco dell'anno è abbastanza stabile.

Ma ogni prodotto ha un valore diverso, che produce incassi diversissimi tra loro. Questi ultimi sono determinati da tre fattori: il più importante in assoluto è la qualità intrinseca, e questo vale in ogni settore merceologico. Gli altri due sono legati alla promozione - uno può fare il miglior prodotto del mondo, ma se la gente non lo conosce non andrà mai a cercarlo - e alla calendarizzazione, ovvero alla scelta del momento di uscita.

Ma quanto pesa la crisi economica in questo scenario?

A mio parere la gente è andata meno al cinema non tanto per una minore disponibilità economica, ma perché i film che sono stati presentati erano meno interessanti. La crisi comunque anche se non è determinante, ha un peso difficile da quantificare, ma non trascurabile. Mi riferisco al target familiare, che in un periodo di tensione finanziaria deve programmare le spese. Sto pensando ad esempio ai titoli di animazione, il prodotto familiare più classico, che una famiglia media, ad esempio di quattro persone, deve necessariamente selezionare perché non è nelle condizioni di spendere dai 130 ai 150 euro in un mese per andare a vedere quattro titoli d'animazione usciti in sequenza. Se fossero stati scadenzati nell’arco di tre mesi sarebbe stato molto meglio. Mi riferisco anche alla pioggia di sette/otto titoli in uscita ogni settimana in questo periodo, che sul piano commerciale rappresenta un suicidio annunciato visto che nessuno può vedere sia per motivi economici che di tempo trenta film al mese. Quindi in questo secondo caso il danno per alcuni film è devastante.

Il problema a monte è quello della stagionalità, che per evitare l'estate ammassa un numero eccessivo di titoli durante l'autunno e l'inverno.

Questa estate è stata paradossale. Gli Europei e le Olimpiadi hanno portato i distributori a scavalcare i mesi estivi. Un errore che si ripete da anni, ma che da quest'anno, mi auguro, possa servire a costruire il futuro. Tutti insieme, distributori ed esercenti, devono impostare l’uscita come un palinsesto, per cui non sarà più la casa di distribuzione a decidere autonomamente l’uscita, ma l’insieme delle case. Un palinsesto valido non solo per l'estate (dove i distributori si alterneranno per mettere a disposizione il prodotto), ma per tutto l’anno. Se questo avverrà, e lo verificheremo presto, ne trarrà vantaggio tutto il mercato.

Se il cinema americano tiene, quello che sta soffrendo maggiormente in questo periodo è il cinema italiano, che rappresenta percentualmente il vuoto maggiore.

Non c'è dubbio che per la crescita il cinema italiano gioca il ruolo più importante, ma purtroppo è mancata la qualità dei titoli. Molti film italiani su cui noi esercenti avevamo riposto aspettative importanti, hanno ottenuto risultati decisamente minori. Gli autori, i registi e soprattutto i produttori devono processare questo aspetto perché loro hanno la responsabilità di intercettare l’interesse del pubblico. Esempio clamoroso è Natale a Cortina, che nonostante fosse uno dei migliori cinepanettoni degli ultimi anni, ha incassato molto meno dei precedenti perché il pubblico nel frattempo si è saturato. Gli americani sono molto più attenti all’opinione del pubblico e al cambiamento dellevabitudini e dei gusti, testando piu' strutturalmente il il gradimento del pubblico, e magari fare cambiamenti secondo i suggerimenti emersi. Quindi non sono mancati i titoli, ma forse non erano adeguati al gusto del pubblico che si evolve negli anni.

Cosa pensa dell'anticipo delle uscite settimanali a giovedì?

Il cinema deve competere con altri mezzi di intrattenimento. Ad esempio nel mese di novembre in ogni weekend c’è una partita della Juve, che è una delle squadre più seguite, il che nell'era di Sky toglie spettatori al cinema. Quindi dobbiamo allargare lo sguardo a tutto il settore dell'intrattenimento. E a mio parere in alcuni casi avere il coraggio di fare uscire i blockbuster direttamente il sabato, mettendo in condizione qualcuno di scegliere tra la partita o ad esempio un colossal come Lo Hobbit o il nuovo Zalone. Non dobbiamo pensare di essere un mercato di serie b, ma essere consapevoli di avere prodotti molto più forti anche di Sanremo o dei Derby.

Che fine ha fatto la Festa del Cinema?

E’ una iniziativa dell' Unione Distributori dell’Anica che ha trovato la disponibilità massima da parte nostra e che avrebbe dovuto effettuarsi a settembre. Ma alcuni aspetti organizzativi, tempi tecnici, sponsor, etc. hanno determinato di rinviarla al prossimo anno, forse post – Cannes. Tutto ciò che è promozionale trova sempre la nostra collaborazione. Noi siamo scettici solo sulle cose che tolgono valore.

Il contenitore The Space extra continua ad allargarsi e con notevole successo…

C’era una volta in America ci ha davvero sorpreso, abbiamo avuto tutto esaurito in tutte le sale ed abbiamo fatto il primo incasso per copia in relazione al numero degli spettacoli programmati. E quindi abbiamo deciso di continuare la programmazione. Un’altra cosa che mi ha stupito è stato il successo di Led Zeppelin, questo ci fa capire come dobbiamo far trovare al pubblico ciò che non trova da altre parti. Posso annunciare che in questa sezione, nella seconda settimana di Novembre presenteremo un altro evento importante: il concerto di Vasco Rossi, prima della malattia. Un evento che ci vede anche come distributori, e che venderemo anche ad altre sale interessate. Oggi con la digitalizzazione si aprono possibilità straordinarie. Bisogna creare presupposti in cui non togliamo spazio ai film ma creiamo la voglia di cinema.

Come sta andando la faccenda della prenotazione della prevendita dei biglietti? Ottimamente, abbiamo avuto il 18,4% di biglietti prenotati in rete. La gente va su internet cerca il film, la sala, le eventuali promozioni. Tutto questo aggiunge valore al network di The Space.

Qual'è il nemico peggiore del cinema?

La rassegnazione. Dobbiamo ridare splendore ad un cinema che si è un po’ spento, forse per stanchezza degli operatori o poco coraggio nel cambiare. L’errore è pensare che cambiare le cose vecchie sia sbagliato. Il cinema è una ricchezza, va protetta, enfatizzata rilanciata. Fino ad oggi l’abbiamo più protetta che spinta. Personalmente non sopporto sentir dire da qualcuno che non ci sarà futuro. Operiamo in uno dei settori più stimolanti e dinamici ed abbiamo il dovere e il piacere di fare sì che la gente continui ad andare al cinema.

Scritto da Piero Cinelli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA