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Giuliano Montaldo: quattro volte vent’anni, il documentario di Marco Spagnoli a Roma 2012

Attualità, Conferenze stampa, Personaggi

11/11/2012

(Roma) La vita e la carriera del regista, sceneggiatore Giuliano Montaldo, raccontata attraverso i suoi ricordi ed immagini di repertorio. E' quanto succede in Giuliano Montaldo: quattro volte vent'anni, documentario presentato questa mattina durante il Festival di Roma e diretto dal giornalista, critico e regista Marco Spagnoli. Una carriera lunga 62 anni quella di Montaldo che ha presentato la pellicola alla stampa insieme al regista.

Come è nata l'idea del film e quando ha deciso di accettare di prestarsi all'opera?"Bè conosco Marco quindi mi sono messo completamente a sua disposizione. Ci siamo incontrati a Cinecittà, lui mi ha chiamato Maestro, raccontandomi di voler portare sullo schermo la mia carriera. Io ho ricoperto ogni tipo di lavoro nel mondo del cinema quindi non era nemmeno molto semplice mettere insieme tutti i pezzi della mia vita, di questa lunga avventura. Marco ha messo insieme 40 ore di girato perché non c'è più la pellicola se no l'avrebbero fucilato. Non ho ancora visto tutto il film finito, solo dei pezzi, lo vedrò oggi pomeriggio e penso mai più, perché faccio così anche con i miei film, non li ho mai voluti rivedere per non trovare ogni volta difetti e mancanze".

"L'idea del documentario era quella di seguire un flusso di momenti e ovviamente avevamo dei momenti con tanto materiale e altri più scarsi - interviene Spagnoli - è un grande lavoro di montaggio e un grande lavoro di collaborazione con tutti, da mia moglie, al produttore, al montatore. Quando fai un lavoro sei talmente dentro che non hai la lucidità di capire tutto, di vedere qual'è il sugo della storia, di lasciare solo quello che è necessario, devi affidarti anche al giudizio degli altri. Devi avere delle voci terze anche se non sei sempre d'accordo".

Nel documentario c'è una conversazione con Lizzani, uno dei momenti più emozionanti…" Carlo lo conosco da moltissimi anni - dice Montaldo - siamo amici fraterni e ogni volta che lo vedo lo vedo sempre con grande affetto. Lui è sempre stato un ottimo attore mentre io sono sempre stato un cane. Nonostante tutto ha voluto che facessi il protagonista di un suo film, dove recitavo con Carlo di Palma, la Lollobrigida e la Maggiorani. Devo ringraziare mia moglie Vera, che mi ha sempre sostenuto in ogni momento della mia vita, anche allora con quel film fondamentale dove ho esordito come attore".

L'esperienza da regista come è stata? "Io mi paragono ad una persona che ama mangiare e si mette ai fornelli cercando di fare del suo meglio. Mi sono sempre avvicinato così ai miei lavori da regista. Non so che regista sarò, ma sicuramente sarò un critico migliore, perché conoscere anche l'altra parte del lavoro nel cinema non può che arricchirti."

Montaldo come vede questo Paese? "Bisogna fare come hanno fatto i nostri padri, rimboccarsi le maniche e ricominciare. Dobbiamo riprenderci tutti e rimettere in piede questo Paese. Considero l'intolleranza una piaga incredibile e con Sacco e Vanzetti e Giordano Bruno ho cercato di mettere in evidenza quanto questo sia orrendo. Spero in un mondo migliore, meno intollerante, e anche nel mio lavoro ho trovato molta intolleranza perché è un argomento che non piace. andate a vedere i film al cinema e non scaricate, è bello vedere il film con gli altri, è emozionante, non rinunciateci. Vediamoli grandi i film, sono molto più belli".

Scritto da Manuela Blonna
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