Manuale d'amore - capitoli successivi - Intervista a Giovanni Veronesi
Siamo arrivati al secondo capitolo, ma il progetto è di arrivare a cinque. Giovanni Veronesi, dopo il successo di Manuale d'amore, torna con altri quattro episodi ma questa volta non è solo commedia. C'è anche un occhio attento all'attualità e un erotismo a temperature elevate.
Manuale d'amore è stato un grande successo, ora esce Manuale d'amore - capitoli successivi soddisfatto?
Molto soddisfatto. Mi sembra molto meglio dell'altro.
Questo secondo film è strutturato come il precedente, sono altri quattro episodi che parlano ovviamente di amore - come dice il titolo - che argomenti ha affrontato questa volta?
Sono quattro episodi che fanno parte di un pentalogo che io voglio realizzare. Vale a dire che farò cinque film sul tema dell'amore e siamo giunti al secondo. In Manuale d'amore - capitoli successivi si guarda all'amore estremo, delle frange più estreme del sentimento. Quindi ho affrontato il tema della fecondazione assistita, del volere un figlio a tutti i costi, sfidando la natura contraria e mettendo ben in rilievo il calvario che una donna deve sopportare per ottenere questo risultato. Non so quanto la gente sia al corrente ma, per fare la fecondazione assistita, prima di tutto bisogna andare fuori dall'Italia, poi non è detto che la fecondazione funzioni al primo tentativo, la donna viene sottoposta ad un vero bombardamento ormonale e in questo episodio vengono spiegati per bene tutti i dolorosi e duri passaggi che questo comporta. Questo episodio si chiama La Maternità e mette in evidenza anche le ripercussioni molto estreme che si riflettono sui sentimenti della coppia. Poi c'è il capitolo dedicato a Il Matrimonio, ma parlo di una coppia gay, che quindi si deve recare in Spagna per coronare il loro sogno. I pacs, tema molto attuale, che ancora una volta mette in evidenza che una coppia di fatto non ha gli stessi diritti di una coppia regolarmente sposata, a maggior ragione se si tratta di due uomini. Diciamo che la Spagna ci fa una gran bella figura in questo film. Poi c'è l'episodio Amore estremo, che è un titolo che racchiude anche gli altri episodi, ed è quello che vede come protagonista un cinquantenne, interpretato da Carlo Verdone, che si innamora di una ragazzina di quindici anni. E qui si ripercorre la classica crisi di mezza età di un uomo, insoddisfatto della sua vita, che per questa ragazza perde la testa e decide di mollare tutto e se ne va con lei e ricomincia da capo. Poi c'è il primo episodio che si chiama Eros, interpretato dalla Bellucci e da Scamarcio, e racconta i sogni erotici un po' di tutti.
Un episodio le cui foto sono finite su tutti i giornali...
Sì perché c'è una scena di sesso molto, molto forte. Forse troppo per una commedia. Attenzione, una scena di sesso forte per una commedia, se era un film di Marco Ferreri non avrebbe avuto nulla da ridire nessuno. Non ci sarebbe stato nessuno scandalo. Ma doveva essere girata in quel modo, con loro due che fanno l'amore in quella posizione, perché è un sogno, una proiezione, un desiderio e non la realtà. Secondo me non c'è nulla di cui scandalizzarsi ma essendo una commedia di Giovanni Veronesi dove il massimo dell'erotismo è stato un seno visto perché la costumista, una volta, aveva sbagliato a chiudere la camicetta ad una attrice e quindi è saltato fuori un capezzolo... Stavolta diciamo invece che, non si vede nulla di mai visto, ma la scena si spinge molto oltre di quello che il pubblico si aspetta, proprio perché i sogni erotici sono più spinti della realtà. Se non avessi girato la scena in quel modo lo spettatore non sentirebbe il feeling, che spero invece sentirà, con quel momento, perché non sarebbe stato credibile. Quella tra la Bellucci e Scamarcio non è una scena d'amore normale, non sono una coppia che fa l'amore. Qui la situazione è estrema. Lui è un ragazzo, paralizzato, su una sedia a rotelle e lei è una fisioterapista, la loro attrazzione è forte, palpabile, e la posizione in cui è possibile per loro stare insieme è piuttosto coinvolgente e stravagante. Diciamo così...




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