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Giorgio Pasotti

07/10/2004

Dal Wu Shu al cinema d'autore

Calmo, sereno, sorridente, disponibile, modesto. Un tipico "carino", destinato a ruoli  da amico e spalla del protagonista di turno? Mai fermarsi alle apparenze, alle sorti che ti indicano gli esordi. Di gavetta come 'bravo ragazzo' ne ha fatta. Dai primi film, diretto da Luchetti e Muccino, ed anche in tv, sempre come spalla di lusso (vedi Distretto di polizia). Dava l'idea, non conoscendolo, di una comoda carriera di 'secondo piano', senza picchi ma senza troppe scosse. Ma volente o nolente, anche se lui non ha fretta, il successo lo sta mettendo in primo piano.  Il personaggio keatoniano di Dopo mezzanotte ne ha dato ampia prova. E Pasotti oggi è uno degli attori giovani più interessanti su piazza. Stralunato e solitario, buffo nella sua mimica slapstick, fonte di una comicità fisica e fredda, non era facile riuscire a interpretare un ruolo così, cercando di evitare la facile macchietta. Quell'introverso ragazzo torinese, rinchiuso nella Mole a guardare film tutta la notte, ha fatto sì che uscisse allo scoperto il suo talento.
Dietro al controllo perfetto sul proprio corpo c'è però un segreto. E' stato per anni un campione di karate e poi di  Wu Shu. E anche un attore di punta sul mercato cinematografico di Hong Kong.  Proprio così, una specie di Jet Li, nato a Bergamo. Il ragazzo riserva sorprese. E, quando ti racconta la sua vita, devi fare attenzione a non perderti perché pare ne abbia vissute almeno cinque: atleta, sinologo, attore hongkonghese, attore di cinema e tv in Italia, e ora in procinto di diventare divo. Senza nessuna rivendicazione, come fosse scritto nel karma.

Scritto da ADMIN
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