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Gianni Di Gregorio: l’uomo che ama e rispetta le donne!

Attualità, Interviste

04/02/2011

“Abiti leggeri e tacchi alti e allora ricomincia la vita. Le donne rappresentano una sorta di mistero insondabile e le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi donandogli il suo equilibrio e la sua armonia”. Questa celebre frase è tratta da L’uomo che amava le donne di François Truffaut e ben si addice al delicato, divertente e malinconico secondo film di Gianni Di Gregorio ovvero Gianni e le donne. Dopo il successo di Pranzo di Ferragosto (presentato alla Settimana della Critica di Venezia), Di Gregorio torna con un altro film dove la vita delle persone normali - non per niente attori e non attori tengono il proprio nome di battesimo anche sullo schermo - diventano protagonisti della sua storia.

In particolare qui il protagonista è lui. Gianni un uomo di sessant’anni, gentile, buono, affidabile, premuroso. Baby pensionato il nostro personaggio si ritrova a doversi occupare di una madre piuttosto ingombrante e onnipresente (magnificamente impersonata da Donna Valeria de Franciscis Bendoni), da una moglie dalla quale è separato, da una figlia, dal fidanzato della figlia che diventa a sua volta una presenza stabile nella sua vita, dalle amiche della madre e dalle tante donne che hanno attraversato la sua vita. Ma, soprattutto, da quelle che incontra per strada e per le quali lui è diventato ‘trasparente’. Con una ironia mai volgare, leggera, una malinconia che non è tristezza, Gianni cerca di sondare l’universo femminile. Capire perché alcuni uomini della sua età hanno l’amante e lui no, come affrontare il tempo che passa e le occasioni che diventano sempre più rare, questa bellezza che lo attira come una sirena ma che allo stesso tempo odia. Anche se lui è uno che la pensa come Fedor Dostoevskij ovvero: “La bellezza salverà il mondo”.

E’ pieno di sottigliezze, di temi da leggere fra le righe questo Gianni e le donne. Un signore così per bene che sente l’urgenza, la necessità di dire: ‘Io esisto. Perché non mi vedete?’. Ha bisogno di essere riconosciuto e non solo trattato come un maggiordomo.

Accolto da grandi applausi Gianni Di Gregorio è uguale al personaggio del film. “La comicità che esce da questo film – afferma il regista e interprete – nasce da una passività che mi porto dietro da sempre. Sono figlio unico di una famiglia che aveva una grande casa, imponente, con tende pesanti. Leggevo Giacomo Leopardi a otto anni. Mia madre è sempre stata una presenza  - e lo è ancora anche se se ne è andata quindici anni fa – fondamentale nella mia vita. Tutto questo mi ha portato ad essere quello che sono. E’ difficile cambiare nella vita, e io non vorrei nemmeno essere diverso. Diciamo che come antidoto alla mia arrendevolezza ho usato l’ironia. La mia reazione è stata di ridere a ciò che mi accadeva ed è per questo motivo che quando dico una cosa cerco sempre una battuta per esprimerla. E’ un modo di esorcizzare, alleggerire, quello che potrebbe sembrare molto pesante e in realtà non lo è”.

“Nel film c’è anche molta malinconia – continua Di Gregorio – e questa è legata soprattutto al tempo che passa. Questo è inesorabile, è la vita, capita a tutti. In particolare questo elemento emerge nel tuo rapporto con le donne. Io prendo spesso i mezzi pubblici e mi ricordo che fino a poco tempo fa capitava di avere degli scambi di sguardi con delle donne, si creavano delle microstorie che, quando uno arrivava alla sua fermata e scendeva, finivano lì. Ora non succede più. Mi potrei anche dare fuoco che non so se attirerei l’attenzione, questo chiaramente ti porta a fare delle considerazioni. Soprattutto su te stesso, penso ci sia ancora molto da scavare, da capire, da lavorarci sopra. Non si finisce mai nella vita di stupirsi e di apprendere, non è solo una questione di età. Il mio rapporto con le donne è sempre stato di sudditanza, faticoso ma anche di grandissimo amore e rispetto. E’ una cosa enorme il rapporto con le donne e se lo avessi capito forse non avrei fatto il film”.

Attualmente le donne non godono di tutto questo amore e rispetto soprattutto in alcuni ambienti di potere, che ne pensa? “Lo trovo scandaloso – dice Di Gregorio – ma devo dire che non ho mai pensato all’attualità mentre pensavo al film. Questa pellicola racconta il mio modo di essere, per me è normale, naturale comportarsi in questo modo. Come è normale che una ragazza che ha trent’anni in meno di me mi possa dare un bacino sulla guancia, come accade nel film con la mia vicina di casa, le porti a spasso il cane e tutto finisca lì. Non c’era assolutamente nulla di provocatorio o premeditato rispetto alla realtà che viviamo anche perché l’idea di questa storia risale addirittura a prima di Pranzo di ferragosto. Se poi dovesse fare riflettere e, addirittura, risultare provocatorio non può che farmi piacere”.

“Questo film, come quello precedente è istintivo. Nasce da sentimenti che sento, che provo e che volevo condividere con altri, con il pubblico. E’ chiaro che dietro c’è una costruzione, una sceneggiatura, delle prove ma anche molta improvvisazione e la naturalezza di cercare di fare emergere attraverso l’obiettivo della macchina da presa: la vita”.

Vi ricordiamo che Gianni e le donne passerà il 12 febbraio al Festival di Berlino, nella sezione Panorama dove c’è anche Qualunquemente di Antonio Albanese, mentre arriverà nelle sale italiane l’11 febbraio. 150 copie per 01 Distribution.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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