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George Clooney e Jimmy Carter in Sud Sudan alla vigilia delle elezioni

Attualità

07/01/2011

Jimmy Carter, assieme a vari diplomatici occidentali ed a George Clooney, si trova nel Sudan del Sud, alla vigilia del referendum che potrebbe concedere l'indipendenza a questa regione dal governo islamico di Khartoum.

Dopo il trattato di pace del 2005 che termino' la piu' lunga e feroce guerra civile africana (2,5 milioni di morti) e dopo le forti pressioni dell'Onu e dei governi dei maggiori paesi mondiali (Stati Uniti e Cina in primis) il regime di Omar al-Bashir è stato costretto a concedere il referendum, di cui è quasi certo l'esito indipendentista. Ma il problema è cosa potrebbe succedere il 10 gennaio, visto che il Sudan del Nord e le sue famigerate milizie non sembrano così disponibili a lasciare la preda. Anche perché la vera ricchezza del paese, il petrolio, è tutta concentrata nella parte Sud del paese, quella da sempre emarginata e violentata dal cosiddetto Governo centrale di Khartoum. 

Nonostante l'impegno della diplomazia americana, attraverso l'inviato Scott Gration e la presenza dell'ex presidente Jimmy Carter la cui fondazione ha distribuito, in un territorio vastissimo dotato di soli 40 km di strade asfaltate, osservatori in ogni area interessata al voto, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha espresso preoccupazione per il mancato accordo fra il governo di Omar al-Bashir, ricercato dal Tribunale penale internazionale per crimini di guerra, e la leadership cristiana del sud riguardo alla regione di Abyei, ricca di giacimenti petroliferi. E' questa la sede scelta da Clooney per la parte finale del suo tour a sostegno del voto democratico.

Clooney inoltre, capitanando l'organizzazione ‘Not On Our Watch' (che ha fondato assieme a Brad Pitt, Angelina Jolie e  Matt Damon), parteciperà al ‘Satellite Sentinel Project' insieme a Google, all'ONU, all'università di Harvard e all'organizzazione antigenocidio ‘Enough Project'. Come dice la parola stessa, l'obiettivo della campagna è di attivare una serie di satelliti sentinella al confine fra il Sudan del Nord e quello del Sud, che registrino tutto quello che accade in tempo reale e siano pronti a trasmetterlo sul web. La speranza è che la consapevolezza di essere ripresi scoraggi i criminali di guerra a perpetrare il genocidio, soprattutto in un momento delicato come questo, alla vigilia del referendum per l'indipendenza del Sudan del Sud che si terrà il 9 gennaio.

Scritto da Piero Cinelli
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