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George Clooney contro Johnny Depp: i film del week end

05/11/2009

George Clooney contro Johnny Depp. Ed inoltre Castellitto in versione coatta. Stiamo parlando delle uscite del week end: quattro film, tutti rigorosamente all'insegna del cinema d'autore. Il più blasonato è sicuramente Nemico pubblico, firmato Michael Mann e interpretato da due star come Johnny Depp e Christian Bale nei ruoli rispettivamente del gangster John Dillinger e del poliziotto che gli dà la caccia. Due personaggi memorabili con due ruoli antitetici e capovolti, con il bandito che, in tempi di grande depressione economica e di odio generalizzato verso le banche, viene considerato un eroe mentre il poliziotto rischia la vita per arrestarlo, nel disprezzo generale. Sostanzialmente un film di genere: ottima recitazione, grande calligrafia, ricostruzione accurata dell'epoca, e formalmente un film talvolta spiazzante per la ricerca tecnologica sia a livello visivo - fotografia digitale con saturazioni e sottrazioni dei livelli di colore - che a livello sonoro (la riproduzione dei rumori è in alcuni momenti impressionante).
L'altro titolo made in Usa L'uomo che fissa le capre, con un cast memorabile: George Clooney, Ewan McGregor, Kevin Spacey e diretto da Grant Heslov, un autore che trasforma in devastante ironia argomenti molto seri come il patriottismo e la guerra. Il titolo molto curioso si riferisce agli esperimenti di armi psichiche, come appunto poter uccidere una capra con lo sguardo, e di poteri soprannaturali a cui viene addestrato un gruppo speciale di soldati americani. Una pellicola molto clooneiana, che si sposa perfettamente con la personalità del protagonista: ironia, intelligenza, impegno e magari un pò di irrequietezza.
Reduce dal Festival di Roma, dove il protagonista Sergio Castellitto, nel ruolo di un operaio che insegna al figlio adolescente a combattere sul ring, ha vinto il Marc'Aurelio come miglior attore, esce Alza la testa di Alessandro Angelini, l'autore de L'Aria salata, anche questo premiato due anni fa al Festival di Roma. Un'altra storia drammatica di padri e figli. Alza la testa è il tormentone che il padre ripete a suo figlio diciassettenne per insegnargli l'orgoglio e farlo diventare quel campione di boxe che lui non è mai riuscito ad essere. Un film bello, soprattutto nella prima parte e nel racconto del rapporto padre-figlio, più debole nella seconda parte quando sceglie di portare alle estreme conseguenze - rischiando una facile prevedibilità - la cifra drammatica.
L'ultimo titolo è Marepiccolo di Alessandro Di Robilant, una storia di ordinaria sopravvivenza in una città del Sud dove sin da piccoli bisogna fare i conti con la povertà e la malavita. L'adolescente Tiziano vive in un quartiere malfamato di Taranto e si arrangia saltando la scuola per fare lavoretti per il boss locale.


 

 

Scritto da ADMIN
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