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Galantuomini - Intervista a Edoardo Winspeare e Fabrizio Gifuni

27/10/2008

Dopo Sangue Vivo e Il Miracolo, il regista pugliese Edoardo Winspeare dirige il suo film più ambizioso: Galantuomini interpretato da Fabrizio Gifuni, Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello in cui l'autore esplora dinamiche di passione e violenza sullo sfondo del Salento. Ambientata negli anni Novanta il film racconta la storia di uno stimato giudice da poco rientrato in città dopo aver lavorato per molti anni al Nord. Rivede Lucia, di cui è sempre stato segretamente innamorato. La donna, che ha avuto un figlio da Infantino uno dei più attivi spacciatori della zona, lavora come rappresentante di profumi, ma è solo una copertura. In realtà è diventata il braccio destro del boss Carmine Zà, uno dei capi della Sacra Corona Unita, la nuova organizzazione criminale che in quegli anni raggiunge il suo apice di potenza e ferocia. "Tutto nasce dall'enorme passione che io nutro per la mia terra." Dice Edoardo Winspeare "Il mio interesse è sempre quello di raccontare sentimenti universali partendo da una storia locale. In questo senso Galantuomini deriva dal mio shock personale quando la Puglia ha avuto a che fare, per la prima volta nella sua storia millenaria, con la Mafia. La nostra regione, infatti, insieme alla Lucania è, oggi, libera da infiltrazioni mafiose rispetto a quanto è successo in passato, all'epoca in cui è ambientato il mio film. Quando ho letto sui giornali dei nomi e cognomi leccesi legati a fatti di droga e sangue sono rimasto profondamente colpito e questa pellicola è la mia reazione personale a quanto è successo."
Cosa voleva raccontare in questo film?
Galantuomini spiega che nessuno è pulito e nessuno può dire di essere davvero libero dalla Mafia, specialmente nel nostro paese. Mi interessava raccontare il dramma di un uomo che crede nella legge e che mette in discussione tutto davanti alla passione per una donna di cui è innamorato da sempre. Volevo esplorare il confine tra la legge scritta e quella morale, nonché il contrasto interiore che nasce tra le leggi del cuore e quelle dei codici scritti dagli uomini. Vent'anni fa ho fatto un po' di volontariato nelle carceri e ho conosciuto tanti affiliati alla Sacra Corona Unita. In particolare sono rimasto affascinato dall'incontro con una donna che era la compagna di un boss. Ero convinto che fosse la vittima di un errore, di un'incomprensione. Poi, però, progressivamente mi sono reso conto di sbagliarmi: lei stessa era un'esponente di primo piano dell'organizzazione del marito_


Scritto da ADMIN
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