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Gael Garcia Bernàl

18/01/2007

L'arte di non prendersi sul serio - Intervista a Gael Garcia Bernàl

Mentre, dopo il successo ai Golden Globes, Babel di Alejandro Gonzalez Inarritu si appresta ad affrontare gli Oscar, Gael Garcia Bernàl è insieme a Charlotte Gainsbourg il protagonista di L'Arte del sogno diretto dal regista di Se mi lasci ti cancello – Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Michel Gondry.  Giurato al Festival di Berlino, il ventottenne attore messicano sta terminando la postproduzione di Deficit il suo primo film da regista interamente realizzato in Messico.

Come si trova in questo ruolo di giurato di un grande Festival internazionale?
Beh, sarà un'esperienza del tutto nuova per me… non vedo l'ora di "ammazzare un po' di film". Scherzo: sarà sicuramente molto 'curioso' per me passare dall'altra parte della barricata, trovarmi in una posizione differente e – anziché vedere valutato il tuo lavoro – giudicare quello degli altri.
A proposito: questa è la stagione dei premi. Incrociamo le dita per Babel…
Speriamo! Anche se i premi dipendono un po' da circostanze differenti. Alcuni film riescono ad incontrare il favore dell'Academy, mentre altri vengono del tutto inspiegabilmente "ignorati". Se saremo premiati, ovviamente, sarò molto felice, ma qualora non dovessimo farcela, credo di essere in grado di superare il dispiacere. Sono cose che capitano: bisogna accettare le regole del gioco.
Arrivato a questo punto della sua carriera come sceglie i film cui partecipare?
In maniera molto 'organica': so che non è una definizione fantastica, ma  è quella che rende meglio la mia idea di accettare i ruoli in film dove ci siano delle sceneggiature interessanti, dove posso lavorare con registi di talento e che stimo. In più questi due fattori si combinano con altre circostanze come – ad esempio – in quale momento della mia vita e della mia carriera mi trovo.

Scritto da ADMIN
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