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Fino a qui tutto bene di Roan Johnson vince il Premio del Pubblico BNL

Attualità, Foto

27/10/2014

Fino a qui tutto bene di Roan Johnson è il vincitore del Premio del Pubblico BNL | Cinema Italia al 9. Festival Internazionale del Film di Roma

Il film uscirà nelle sale il prossimo 29 gennaio, distribuito da Microcinema.

"Questo premio - dichiara Roan Johnson, alla sua opera seconda dopo I primi della lista - è dedicato a tutte le ragazze e i ragazzi che ci hanno insegnato a non arrenderci nonostante le difficoltà e anzi a puntare più in alto. Credo che se il film è piaciuto così tanto il merito sia anche delle attrici e degli attori che hanno saputo dare corpo alla loro vitalità e alle loro passioni. Che dire? Fino a qui tutto bene".

Accolto con grande calore, tra risate e applausi a scena aperta, sia alla proiezione per la stampa che a quella ufficiale, Fino a qui tutto bene ha inoltre conquistato altri riconoscimenti: il SIGNIS Award - Ente dello Spettacolo, il Premio Akai International Film Fest, la menzione speciale del Premio L.A.R.A. al Miglior interprete italiano (assegnata all'attrice Silvia D’Amico), il Premio Akai – Miglior attrice non protagonista (assegnato a Silvia D’Amico).

Interpretato da Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini con l'amichevole partecipazione di Isabella Ragonese, Fino a qui tutto bene racconta l'ultimo weekend insieme di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa, dove si sono consumati sughi scaduti e paste col nulla, lunghi scazzi e brevi amplessi, nottate sui libri e feste all'alba, invidie, gioie, spumanti, amori e dolori. Ma adesso quel tempo di vita così acerbo, divertente e protetto, sta per finire e dovranno assumersi le loro responsabilità. Prenderanno direzioni diverse, andando incontro a scelte che cambiano tutto. Chi rimanendo nella propria città, chi partendo per lavorare all'estero. Il racconto degli ultimi tre giorni di cinque amici che hanno condiviso il momento forse più bello della loro vita, di sicuro quello che non scorderanno mai.

"Nel 2013 - spiega Johnson a proposito della genesi del film - l'Università di Pisa mi chiede di fare un documentario e mi sorprendo ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, hanno un atteggiamento di sfida. Di rilanciare, piuttosto che arrendersi. Per questo, quando ci è venuta l'idea per raccontare la fine di quel periodo protetto e acerbo, anziché seguire il classico percorso che ci avrebbe portato a sentirci dire che avremmo dovuto aspettare, che i soldi erano finiti, che avremmo dovuto scendere a compromessi produttivi, abbiamo deciso di fare da soli, di non arrenderci, di puntare in alto. Questo film sull'amicizia è stato fatto grazie agli amici, alcuni professionisti del settore, altri semplicemente amici. L'organizzatore era il proprietario di una libreria, il data manager uno stagista del Tirreno, la segretaria di edizione era la sceneggiatrice e mia compagna, incinta di cinque mesi. Avevamo un solo macchinista/elettricista, una sola costumista/scenografa. Con questa Armata Brancaleone siamo stati liberi di fare un film che ci apparteneva. Gli attori dormivano nella casa in cui stavamo girando così da essere davvero coinquilini. Questo clima ci ha fatto diventare i personaggi del film: gli attori indossavano i loro veri vestiti, le stanze erano le loro, e quando abbiamo dovuto lasciare quella casa, avevamo tutti davvero un groppo in gola".

Scritto da Primissima
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