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Finchè morte non vi separi. Intervista a Fabio De Luigi

Attualità, Interviste, Personaggi

08/10/2013

“Non abbiamo mai voluto provare a fare il remake di un film “perfetto” e, soprattutto, nessuno di noi ha mai pensato di volersi paragonare a leggende come Alberto Sordi o Franca Valeri. Il nostro desiderio era quello di riprendere una storia molto divertente e riproporla al pubblico adattandola ai giorni nostri.” Fabio De Luigi è molto chiaro quando parla della sua interpretazione in Aspirante Vedovo al fianco di Luciana Littizzetto per la regia di Massimo Venier basato sul classico della commedia all’italiana del 1959 diretto da Dino Risi. Un film in cui un imprenditore buono a nulla sposato ad una donna ricca e perfida, inizia a meditare la possibilità di eliminarla e riuscire, così, ad ereditare tutto. “Il nostro è piuttosto un omaggio, un atto d’amore nei confronti di un film indimenticabile di cui siamo tutti fortemente  innamorati” continua De Luigi attualmente sul set in Puglia del musical di Giovanni Veronesi Walking on Sunshine. “Del resto la storia è ancora molto attuale ed è stata una serie di circostanze a guidare la produzione a riprendere la storia proprio in queto momento storico.”

Del resto il cinema americano, con alterne fortune, spesso va a riproporre soggetti e trame che appartengono a dei grandi classici…

Per questo credo sia abbastanza interessante andare a ripescare nella nostra tradizione e nel nostro linguaggio, anche se in fondo è un qualcosa che un po’ ci emoziona e un po’ ci spaventa perché il cinema italiano del passato è un papà con cui dobbiamo fare i conti. Rivisitare le storie alla base di alcuni capolavori è una cosa che è giusto fare. Quante repliche di Macbeth o di Amleto ci sono state nella storia? La nostra è una variazione sul tema di un grande soggetto immaginato da dei grandi geni del cinema italiano come Dino Risi e Rodolfo Sonego.

Il vostro film, poi, spingerà dei ragazzi a volere vedere l’originale…

Sarebbe bellissimo se ciò accadesse e non ti nascondo che, in fondo, questo è uno dei nostri desideri. Speriamo che agli spettatori del nostro film venga la voglia di andare a vedere (o rivedere) l’originale e anche gli altri grandi film di quegli anni indimenticabili.

Aurelio De Laurentiis ha annunciato un possibile remake de Lo Scopone Scientifico, da anni si parla di un eventuale rifacimento de La ragazza con la pistola con Paola Cortellesi nel ruolo appartenuto a Monica Vitti. Forse è arrivato davvero il momento di riprendere tante grandi storie del passato e riproporle al pubblico…

Nell’arte, nel teatro le storie tornano sempre perché possono essere adattate alla nuova epoca in cui vengono raccontate. Io credo giusto essere protettivi nei confronti dell’originale, ma questo non deve andare a bloccare la possibilità di tornare ad affrontare nuovamente dei temi interessanti. 

Al cinema lei, spesso, è “vittima” delle sue partner, e questa volta con Luciana Littizzetto sembrerebbe avere incontrato la sua ‘nemesi’…

E’ un po’ un destino: forse ispiro a registi e sceneggiatori sentimenti del genere così come capitava a Jessica Rabbit che veniva disegnata cattiva…Devo confessare che, alla fine, mi ci trovo anche bene. Nel caso di questo film, poi, è vero sono perseguitato da Luciana, ma io stesso non è che sono uno ‘stinco di santo’. Anzi. L’aspetto più brillante ed originale di questa storia è che si tratta di una commedia dove non ci sono personaggi positivi. E’ un film senza eroi, ma con un sacco di mostri divertenti e inquietanti. Pur vessato da quello di Luciana il mio personaggio è subdolo, ha un amante ed è animato da mire inquietanti e da un cinismo un po’ vigliacco. Possiamo dire che è il simbolo dell’italianità peggiore e più ipocrita raccontata dalla nostra commedia.

Tra i tanti personaggi portati sullo schermo da Alberto Sordi quali sono quelli che lei considera più divertenti e irresistibili?

Quelli de Il Vedovo, di Un Americano a Roma e di Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa sono assolutamente indimenticabili: una comicità pura e millesimata li rende eterni.

Credo, però, che ‘il medico della mutua’ Guido Tersilli sia uno dei personaggi cinematografici che io ho amato di più come spettatore. Quando l’ho visto da ragazzino mi divertiva in maniera incredibile, mentre poi, crescendo, ho capito che c’erano grandissima profondità e spessore in quell’interpretazione e in quella storia. E’ il cinema che preferisco quello in grado di portare un messaggio pesante all’interno di una busta leggera.

Scritto da Marco Spagnoli
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