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Film su Maometto: la protesta si allarga

Attualità

13/09/2012

Innocence of Muslims il film che insulta Maometto continua ad essere al centro della scena internazionale (vedi ns articolo di ieri) Con danni incalcolabili nei confronti della politica di Barack Obama che della necessita' di un dialogo con l'Islam aveva fatto uno dei pilastri della sua Presidenza. Adesso deve gestire non solo il legittimo risentimento della nazione dopo l'assassinio dell'ambasciatore Chris Stevens e dei suoi tre concittadini a Bengasi, ma anche la protesta che sta incendiando tutto il mondo islamico dal Cairo, a Tripoli, a Kabul per un film volutamente e rozzamente blasfemo che un personaggio dai contorni molto ambigui ha presentato su internet. Tra l'altro non è chiaro nemmeno se il film sia stato effettivamente girato oppure se il presunto regista si sia limitato a girare il promo di circa dieci minuti che è stato pubblicato su Youtube e che ha effettivamente scatenato l'inferno.

Le notizie di oggi parlano di una protesta che non si ferma, e che si sta allargando a macchia d'olio nei paesi islamici. Anche stamani al Cairo si registrano scontri vicino alla sede dell'ambasciata Usa, dove circa 200 dimostranti, la maggior parte dei quali giovani e con la barba, hanno lanciato delle bombe carta contro le forze di sicurezza che hanno risposto con i lacrimogeni per disperdere la folla. Intanto è giunta notizia ufficiale che due navi da guerra americane sono partite alla volta della Libia. "Misure precauzionali", secondo Washington, "non soltanto logiche, date le circostanze" ma anche "improntate a prudenza".

Ieri poi un giornalista dell'Associated Press è riuscito a rintracciare il regista incriminato, o presunto tale, autore del film Innocence of Muslims in cui viene ridicolizzato il profeta Maometto. L'uomo in realtà si chiamerebbe Nakoula Basseley, un cristiano copto residente a Los Angeles e già condannato per reati finanziari. L'uomo ha ammesso di avere fatto da manager per la produzione del film negando però di essere anche il regista. Ma alcuni elementi fanno pensare che Bacile sia semplicemente un alias di Nakoula. Dai documenti federali emerge che fra gli alias di Nakoula ci sono quelli di Nicola Bacily, Erwin Salameh e altri ancora. Durante tutta l'intervista, l'uomo ha negato di avere assunto l'identità di Bacile e per dimostrarlo ha anche mostrato la sua patente di guida, facendo però attenzione a coprire con il pollice il suo secondo nome, Basseley. Altri controlli eseguiti dalla stessa Associated Press in seguito hanno permesso di trovare ulteriori collegamenti fra le identità di Nakoula e Bacile.

 

Scritto da Piero Cinelli
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