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Festival di Roma: tutti contro tutti

Attualità

28/02/2012

C'è qualcuno che ha qualcosa da dire sul Festival di Roma? Francamente ad oggi sono rimasti in pochi quelli che non hanno esternato. A ragione o a torto tutti, proprio tutti, si sono espressi sui massimi sistemi della manifestazione romana. Colpa, va detto, soprattutto della presunzione politica e manageriale del trio Alemanno, Polverini, Muller che invece di dialogare, come funziona in democrazia, sul loro progetto, continuano a muoversi come titolari esclusivi della baracca (si fa per dire). Dopo le dimissioni di Rondi, che pare abbia dichiarato subito dopo di sentirsi molto sollevato, le nubi non si sono diradate. Anzi, le voci si moltiplicano così velocemente da perdere in un attimo la loro stessa sostanza politica o presunta tale. Alla lettera del sindaco di Torino Piero Fassino ad Alemanno, via Corriere della Sera, è seguito il commento del Governatore del Piemonte Roberto Cota, a sostegno, obtorto collo, di Fassino e soprattutto per non perdere l'occasione mediatica di cotanto sdegno nei confronti di Roma semper ladrona. L'assist ai due presunti sabaudi è stato dato da Muller in persona, il quale avrebbe scritto una missiva al collega Gianni Amelio, Direttore del Torino Film Fest, annunciando che i calendari delle due manifestazioni avrebbero potuto entrare in rotta di collisione. Da notare che Muller non ha ancora, almeno ufficialmente, nessun titolo per scrivere una lettera del genere. Ed inoltre perché sfrugugliare in questa situazione Alla lettera di Fassino è seguita a stretto giro di posta una lettera di Alemanno, via Messaggero, dove si danno rassicurazioni nella scelta delle date del Festival del Cinema. "Ci sarà rispetto verso le altre manifestazioni. Sarà mia cura, infatti, non solo garantire le date del Festival già previste, ma anche evitare lo svolgersi di eventi che si sovrappongano al Torino Film Festival». Oggi tocca a Michele Placido che dichiara all'Avanti; "Muller non è a destra, appartiene - diciamo così - a uno schieramento, a un gruppo di potere che ha tra i suoi persone che conosco bene e che non sono per nulla a destra. Alemanno conta poco, è più la Polverini che vuole rilanciare il festival. Il cambio andava fatto. Muller ha più capacità di Rondi nel rilanciare il festival di Roma. Fino ad adesso non è stato un gran festival, serve più glamour. Insomma un tappeto rosso molto più ricco."

Anche i cento autori sono scesi in campo, chiedendo invece a Muller di tirarsi indietro, dichiarandosi, in caso contrario, pronti alla serrata dei loro film verso la rassegna romana. Insomma anche se Rondi ha effettivamente cercato di dare un aiuto per superare gli scogli delle nuove nomine, la situazione è tutt'altro che tranquilla.

Unica nota positiva è che lunedì prossimo si riunirà nuovamente il Consiglio dei Soci di Cinema per Roma per eleggere il nuovo Presidente della Fondazione. Difficile a questo punto boicottare la candidatura di Paolo Ferrari, e chi lo facesse si prenderebbe la grossa responsabilità di non far passare la prima persona che con la politica non ha mai spartito nulla. L'Anica, l'Associazione delle Industrie Cinematografiche (di cui Ferrari è stato Presidente fino a pochi mesi fa, oltre che Presidente di Warner Bros Italia) si è già espressa a favore della nomina di Ferrari. I 100 autori, per ribadire la loro contrarietà all'ingerenza della politica in questa rassegna, invitano anche Paolo Ferrari a "non mettersi in questo pasticcio". La logica francamente ci sfugge. Per non dare soddisfazioni alla politica due 'tecnici' di livello indiscutibile come Muller e Ferrari dovrebbero restare in panchina? In nome di che cosa? Mi si conceda a questo punto di riportare una battutaccia sentita stamani: vogliamo dare la gestione del Festival alla Costa?

 

 

Scritto da Piero Cinelli
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