Pensare che fino a poco tempo fa la destra compatta gridava indietro tutta. Se non era per Gianni Letta sarebbe stato già cancellato da un pezzo. Cominciava a sembrare un rudere lasciato lì a testimoniare i fasti scomparsi per sempre dell'era veltroniana. Adesso Renata Polverini e Gianni Alemanno lo hanno riscoperto e lo vogliono cavalcare come un Derby internazionale, scegliendo il fantino più bravo nel circo dei Festival di Cinema. E non hanno nessuna intenzione di recedere dalla propria decisione. Qualche giorno fa Gian Luigi Rondi, Presidente della Fondazione Cinema fino a giugno 2012, ed in questa veste unico titolato a nominare il Direttore Artistico, aveva dichiarato di non gradire la nomina di Marco Müller proposta dal duo Polverini-Alemanno e di assumersi fino a giugno l'interim della Direzione Artistica. Sembrava una mossa 'democristianamente' vincente, perché di fatto impediva, almeno fino a giugno, a Müller di lavorare, mettendo a rischio l'intera manifestazione. A meno che il Presidente Rondi con i collaboratori da lui scelti, non cominciassero ad operare le scelte artistiche. Ma Rondi non ha valutato la determinazione dei suoi committenti. Esce oggi sul Messaggero una dichiarazione di Renata Polverini che fa letteralmente a pezzi la strategia di Rondi, appoggiata dal terzo attore della vicenda, Luca Zingaretti, Presidente della Provincia.
"Nel quadro di una complessiva rivisitazione dei festival in Italia e senza nulla togliere all’ottimo lavoro svolto dalla Detassis - ha dichiarato la Polverini - Muller rappresenterebbe la scossa di cui c’è bisogno’’. Ed ha aggiunto: "il diritto di cercare il meglio per Roma ci viene dal voto. Ricordo che siamo i soci di maggioranza e nel Festival investiamo risorse cospicue". Adesso o Rondi tenta una difesa ad oltranza, accampando le sue prerogative come Presidente della Fondazione Cinema, ma lo scenario sembra improbabile, sia per lo stile dell'uomo che per la sua oggettiva posizione di Presidente uscente, oppure Rondi si dimette in anticipo rispetto alla scadenza di giugno.
Di certo la Polverini ed Alemanno hanno in mente di rilanciare il festival accorpandolo, come già detto qualche mese fa, al Festival della Fiction e potenziando il mercato. Giocando tra l'altro una partita più facile con Venezia, visto che nel 2013 anche l'Excelsior chiuderà per ristrutturazone, mettendone in ginocchio la gestione.
Staremo a vedere. Intanto la sinistra protesta, accusando la Polverini di trascinare il Festival "in una diatriba politica che andrebbe scongiurata", dimenticando di avere fatto all'epoca quasi identiche dichiarazioni. E' l'Italia, bellezza! Aggiungiamo noi, sperando almeno di sentire accanto a questi proclami una nota di sobrietà e magari, in tempi di crisi, di investimenti pubblici ridotti. A questo proposito sarebbe altrettanto sportivo far conoscere i termini di ingaggio dei vari direttori, passati e futuri.




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