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Festival di Roma: Francesco Nuti… e vengo da lontano

Attualità

05/11/2010

Per la regia di Mario Canale, il Festival Internazionale del Film di Roma, fa un omaggio al regista e attore toscano Francesco Nuti da molto tempo assente dalle scene, con il documentario Francesco Nuti... e vengo da lontano. Il documentario passerà oggi alle ore 16.30 presso la Sala Petrassi dell’Auditorium nella sezione Eventi Speciali.

Francesco Nuti, dall'inizio degli anni 80 a metà degli anni 90 è uno dei maggiori protagonisti del cinema italiano. Per circa 10 anni ogni suo film è stato ai vertici delle classifiche e la sua popolarità ha raggiunto livelli altissimi. Ma nel ‘94 il suo progetto più ambizioso, il film più desiderato, Occhio Pinocchio si rivelò un insuccesso sia di pubblico che di critica. Da quel momento Francesco è entrato in una crisi profonda, a poco a poco è sparito, preso dalla depressione e dai tentativi di cancellarla. Finché alla fine del 2006 un grave incidente ha quasi cancellato lui, lasciandolo in coma per circa due anni. Con lui sono quasi spariti anche i suoi film.

Probabilmente questo è anche un tipico caso italiano di perdita della memoria, ma assomiglia quasi a una cancellazione, una rimozione del malessere. Per i suoi amici e per quelli che gli vogliono bene questo è imperdonabile e lo è anche per il suo pubblico e i suoi fan che sono ancora tanti. Con il documentario Francesco Nuti…e vengo da lontano abbiamo voluto raccontare Francesco nei suoi momenti più felici e creativi, il ragazzo della provincia toscana con quell'aria tra lo strafottente e lo smarrito che lo aveva fatto definire dalla critica «il malincomico», con le sue storie e i suoi ricordi, il suo rapporto con il padre, Prato e i paesaggi toscani che ricorrevano nei suoi film, gli amici, le smargiassate e gli scherzi, il suo dichiararsi ignorante ma con la capacità di studiarsi il cinema americano e le sue inquadrature prima di cominciare a girare, la sua permalosità e la sua generosità. E poi le prime sconfitte e la difficoltà di accettarle, gli errori e le invidie, l'insicurezza e la sfortuna. Soprattutto abbiamo voluto rompere il silenzio attorno a lui, perchè Francesco è vivo.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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