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Festival di Roma arriva La Regina Rossa: Julianne Moore!

Attualità, Eventi, Personaggi

02/11/2010

Eclettica, affascinante e trasversale: dopo quattro nomination all'Oscar Julianne Moore arriva al Festival di Roma per ritirare Il Marco Aurelio Acting Award, che le verrà consegnato questa sera alle 19.30 presso la Sala Santa Cecilia dell'Auditorium, prima della proiezione del suo ultimo film, Fuori Concorso, The Kids Are All Right (in uscita in Italia il 4 marzo 2011 distribuito da Lucky Red).

Dopo Sean Connery, Sophia Loren, Al Pacino e Meryl Streep, quest'anno l'Acting Award, (il premio al migliore interprete), del Festival viene assegnato a Julie Ann Smith in arte Julianne Moore, attrice capace in vent'anni di carriera di passare con grande disinvoltura da blockbuster a film di culto, da pellicole indipendenti a puro mainstream, da Steven Spielberg ai fratelli Coen. Un po' la metafora e l'emblema anche di questa V° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

Un percorso obliquo, inafferabile, iniziato quasi per caso nel 1983 sul palco del Guthrie Theatre di Minneapolis diventando Ofelia per l'Amleto di Shakespeare. Teatro, televisione e qualche apparizione al cinema fino a quando un signore di nome Robert Altman le affidò il ruolo che avrebbe cambiato la vita: quello della disinvolta e disperata Marian Wyman in America Oggi. Da quel momento l'ascesa della Moore, non si è più arrestata, passando con disinvoltura da fermate d'autore come Magnolia di Paul Thomas Anderson e Fine di una storia di Neil Jordan, a blockbuster come Il mondo perduto di Steven Spielberg e Hannibal di Ridley Scott. Quello che però pochi immaginavano all'epoca del film di Altman era che la Moore sarebbe diventata il modello della donna contemporanea, tenace e affascinante, a volte spregiudicata o tormentata, ma mai la figura angelicata che il suo volto prometteva.

"Il mio primo regista mi disse che se hai capelli rossi è difficile avere una parte perché ti si distingue subito in scena. Per questo mi hanno fatto mettere la parrucca molte volte, ma il bello è che pur con un colore di capelli diverso, tutti mi ricordano con i capelli rossi". Oggi alla soglia dei suoi primi cinquant'anni che compirà il 3 dicembre prossimo, la Moore è senza ombra di dubbio una delle icone femminili con la più forte e distinta personalità di Hollywood, una donna capace di far girare la testa tanto agli uomini quanto alle donne se è vero che grazie al film che si presenta a Roma, The Kids Are All Right, è diventata anche una paladina del movimento lesbico americano. Difficile, se non impossibile,  definire i punti più alti dei suoi vent'anni di cinema: negli occhi rimangono l'esilarante 'pittrice virginale' Maude de Il grande Lebowski, la dolente Linda di Magnolia - la cui sfuriata in farmacia quando fa uscire tutte le sue frustrazioni è una delle scene indimenticabili della carriera della Moore -, la sexy Amber di Boogie Night oppure la splendida casalinga disperata Laura di The Hours.

Tra Raymond Carver e Virginia Woolf, da Altman a Spielberg, tra Psycho e Louis Malle fino a A Single Man di Tom Ford, la Moore è sempre riuscita a lasciare il segno in qualsiasi pellicola - anche in quelle non perfettamente riuscite - abbia attraversato, arrivando a ottenere quattro nomination agli Oscar: come non protagonista per Boogie Nights (nella foto accanto), come protagonista per Fine di una storia e addirittura per entrambe le categorie nello stesso anno per The Hours e Lontano dal Paradiso. La quinta potrebbe arrivarle proprio per la Jules di The Kids Are All Right, madre lesbica alle prese con due figli e l'improvvisa comparsa del donatore di seme, un affascinante Mark Ruffalo. "Credo che il film sia un meraviglioso ritratto di due donne, io e Annette Bening: sono assieme da vent'anni e non sono più le stesse persone di quando si sono incontrate. La loro relazione è una sfida al tempo che passa".

E intanto per la Moore il futuro è già all'orizzonte: prima con Tina Fey nella serie tv 30 Rock, poi Crazy, Stupid, Love con Steve Carell. Oltre ad essere la Dea della Bellezza nell'ultima campagna pubblicitaria di Bulgari dove Julianne è divina, eterea, sofisticata e irraggiungibile più che mai.

Per ritrovarla donna normale, raggiungibile e in carne ed ossa, basta guardarsi il bel film di Lisa Cholodenko, I ragazzi stanno bene. Ottima scelta del Festival di premiare un'attrice ma, soprattutto, una donna eccezionale e lontanissima dallo stereotipo della diva da giornali di gossip e poco altro come Julianne Moore. Una rossa di grande spessore!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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