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Festival di Roma: al Maxxi in versione Mini

Attualità, Personaggi

03/05/2012

Ci siamo? Domani se, come pare, si riunirà il Cda della Fondazione Cinema, dovrebbe uscire la fumata bianca. Ieri, con tempismo perfetto, è arrivata l'annunciata lettera di sostegno a Muller e di incitamento a far presto firmata da 150 eminenti personaggi del mondo del cinema, tra cui Bertolucci, Bellocchio, Olmi, Salvatores, Placido, Tozzi, etc. Se per domani dovesse uscire fuori l'ennesimo intoppo, con l'ennesimo slittamento a data da definire, allora, credo, potremmo metterci tutti una pietra sopra. Una cosa è certa, se non ci fosse un Presidente serio e credibile come Paolo Ferrari, sarebbero in pochi a crederci ancora. La situazione attuale vedrebbe (il condizionale è d'obbligo) notevolmente ridotte le richieste complessive di Muller e ridimensionato l'intero progetto della manifestazione, con una presumibile abbattimento dei costi. Si parla di un contratto di tre anni a 120mila euro per anno per il Direttore, di un contratto per un anno di 150mila euro per Lamberto Mancini come Direttore Generale, e di un gruppo di massimo 10 collaboratori. Il nuovo progetto prevederebbe il cambio di date e di location. Come già anticipato da alcuni giornali, il Festival slitterebbe definitivamente a novembre, dall'8 al 18, ed escluderebbe l'Auditorium (o almeno le due sale principali, già impegnate per quelle date) ma verrebbe ricollocato in una tendone installato in Via Guido Reni, di fronte al Maxxi (e quindi a poca distanza dall'Auditoriium) di cui probabilmente potrebbe utilizzare le sale più piccole. Sembrerebbe definitivamente scomparsa l'ipotesi ventilata precedentemente di due tranche, una settimana a ottobre all'Auditorium (per le sezioni minori) ed una a novembre nella tensostruttura (per le anteprime internazionali), che farebbero soltanto raddoppiare i costi. Unico, si fa per dire, problema di questa soluzione, è la sovrapposizione con il festival di Torino, e l'impegno formale che Alemanno aveva preso con il sindaco di Torino a non farlo. A proposito dei politici, dai quali giunge adesso un coro unanime di buone intenzioni, è da loro che si attende il fischio di inizio. E per assurdo sono proprio le loro continue rivendicazioni di impegno presente e passato a fare temere il contrario. Allora di maxxi ci sarebbe solo la delusione.

Scritto da Piero Cinelli
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