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Festival di Festroia

Attualità, Eventi

24/09/2012

SETUBAL. Dopo tre anni di lavori il FESTROIA, il piú importante festival di cinema del Portogallo, giunto alla sua 28a edizione, ha un Auditorium nuovo di zecca. Ristrutturato fin dalle fondamenta, lo storico Auditorium Luisa Todi risplende di luci sul lungomare di Setubal. In catalogo 182 film. Paese ospite del 2012 la Croazia con diciassette lungometraggi. Tre le sezioni di concorso: ufficiale, opere prime, l'uomo e la natura. Dieci le sezioni parallele, incluse quelle del cinema portoghese e del thriller europeo. Tredici i film in concorso per il Delfino d'oro, compreso il croato Ljudozder  vegetarijanac (Cannibale vegetariano) di Branko Schmidt, che ha inaugurato il Festival.


Nativo di Osijek, 55 anni, Schmidt esordí nel 1988 con "Sokol did not love him". Attivo in teatro, Tv e cinema documentario, é noto per almeno due film: "Queen of the night" e "The melon route". Cannibale vegetariano è un ginecologo giovane e belloccio, Danko Bbaic, (l'attore René Bitorajac), che lavora in una delle strutture piú prestigiose della Croazia. Cocainome, fumatore accanito e bevitore, Danko Babic è ambizioso e senza scrupoli. Scommette su incontri clandestini di cani ed è in contatto con la mafia locale. Estremamente attivo ed efficiente agli occhi di alcuni pazienti, in realtá per lui la salute dei pazienti è l'ultima cosa che lo preoccupa. Invece di guarire provoca danni, spesso definitivi, a donne incinte. Quando provoca la morte di una paziente, viene salvato dal collegio dei medici. In combutta non solo con la mala, ma anche con la polizia, riesce spesso a far sparire pratiche che potrebbero provocare la sua espulsione. E non si accontenta di svolgere un'attivitá prestigiosa ma vuole essere eletto a capo della struttura perché il decano sta per andare in pensione. Per riuscirci falsifica al computer le analisi del collega prescelto per la successione determinando la morte di un'altra paziente. Il gioco piú rischioso, peró, è la collaborazione con la mafia che lo paga lautamente e gli procura la droga, ma in cambio gli chiede di far abortire prostitute, spesso in avanzato stato di gravidanza. Alla fine raggiunge lo scopo: viene eletto capo della struttura. Decide allora di far rispettare le regole e di attenersi lui stesso al decalogo di Ippocrate. Ma la mafia non lo molla. Resterá al servizio del crimine.


Semplicistico definire il film nichilista, e troppo semplice sarebbe parlare di malasanitá. Il film dura 84 minuti e non concede neanche un sorriso allo spettatore. Danko Babic sporca tutto ció che tocca, quando non provoca morti per disattenzione o per leggerezza. Si droga nell'intervallo tra due interventi, si doccia mentre i colleghi operano, tiranneggia e umilia colleghe che non cedono alle sue insistenze. Sembra un angelo sterminatore tra povere donne in ambasce. Difficile considerarlo film denuncia della malasanitá, perché tutto il male dipende da una sola persona, anche se in combutta con gangster e con le mele marce delle istituzioni. Se il film parlasse di eventi reali, come nei film di Oliver Stone, sarebbe un film utile e coraggioso. Restando nell'ambito della finzione puó soltanto far discutere sul comportamento morale dei medici.

di Renzo Fegatelli

Scritto da Nicoletta Gemmi
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