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Festival di Cannes: 11 maggio Palma d’Oro d’Onore a Bernardo Bertolucci!

Attualità

11/05/2011

Com’è noto, a partire da quest’anno il Festival de Cannes assegnerà una Palma d’oro d'onore durante le cerimonia d'apertura a un importante filmmaker che non abbia mai vinto la Palma d'oro. È già accaduto con Woody Allen nel 2002 e Clint Eastwood nel 2009 ma ora diventa un appuntamento fisso. La prima Palme d’or d'honneur andrà a Bernardo Bertolucci e sarà consegnata questa sera,  11 maggio, in apertura della 64. edizione del festival, dal presidente della giuria Robert De Niro, tra i protagonisti del suo Novecento (appena uscito in una splendida edizione in dvd). Così Gilles Jacob e Thierry Frèmaux, rispettivamente presidente e direttore della manifestazione, hanno commentato la scelta: “La qualità dei suoi lavori, che appare oggi intatta in tutta la sua unicità e vastità, e il suo impegno cinematografico lo rendono il primo legittimo destinatario di questo premio”.

Bertolucci non era mai stato premiato al festival francese, sia nel 1996 con Io ballo da sola che nel 1981 con La tragedia di un uomo ridicolo (ma Ugo Tognazzi vinse come migliore attore).

“Spero che questo riconoscimento sia di buon augurio per i film italiani in concorso”, ha commentato Bertolucci, che ha compiuto settant’anni il 16 marzo scorso.

Nel 2003 con The Dreamers sembrava che la sua carriera dovesse concludersi. Ora invece Bertolucci sta scrivendo la sceneggiatura di un nuovo film tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, Io e te, che girerà in autunno, forse addirittura in 3D.

A questo grande cineasta, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema dedicherà l’Evento Speciale della 47. edizione, a Pesaro dal 19 al 27 giugno.

Il 25° Evento Speciale sul cinema italiano, a cura di Adriano Aprà e organizzato grazie alla collaborazione di CinecittàLuce, sarà dedicato all’opera di Bernardo Bertolucci che proprio nella scorsa edizione ha ricevuto il premio Pesaro Nuovo Cinema. In quell’occasione è nata l’idea di questa grande retrospettiva che vedrà una cura particolare nella qualità delle copie, per l’occasione tutte ristampate e, in taluni casi, anche restaurate. I film saranno proiettati nelle versioni integrali e originali, con i sottotitoli italiani per quelli girati in lingua straniera. Sarà lo stesso Bernardo Bertolucci ad accompagnare la retrospettiva incontrando, nella giornata conclusiva del festival, il pubblico assieme ai suoi principali collaboratori e agli interpreti indimenticabili di alcuni suoi film. Da La commare secca (1962), sorprendente debutto in giovanissima età – 21 anni –, a The Dreamers (2003), il cinema di Bernardo Bertolucci non ha cessato di confrontarsi con la propria epoca sia storica sia cinematografica e in pari tempo di sfidare il presente con uno sguardo inquisitore e appassionato sul passato (da Strategia del ragno e Il conformista a Novecento e L’ultimo imperatore). La sua parabola, che lo ha portato dalla provincia parmense delle origini alla ribalta internazionale, è anomala in Italia e può essere paragonata solo a quella di un Rossellini o di un Antonioni. Dalla "malattia infantile" della nouvelle vague, esemplarmente incarnata da film estremi come Prima della rivoluzione e Partner, al graduale e faticoso confronto con la propria maturità in film come La tragedia di un uomo ridicolo e L’ultimo imperatore, il cinema di Bertolucci può essere letto anche come una forma di terapia psicoanalitica.

L’evidenza del cinema – la sua "accecante" mimesi del reale – viene superata dall’immaginazione, che porta Bertolucci a inventarsi mondi paralleli a quello che abitiamo, dove le forze che nella realtà rischiano di travolgerci trovano un loro ordine, una loro energia, una loro sublimazione, che ci consentono di andare al di là di quella evidenza. Da Il conformista in poi, Bertolucci ha deciso di uscire da un confortevole ma ristretto ambito produttivo indipendente per accettare la sfida del confronto con la "grande" industria, riuscendo nella difficilissima impresa di conservare la propria marca autoriale, e trasferendo le proprie ossessioni da un dialogo fra intimi a una esposizione impudica col grande pubblico. Una storia intimista fra quattro mura domestiche come quella di Ultimo tango a Parigi, nel momento in cui coinvolge una icona divistica come Marlon Brando, diventa allora una favola universale. Ed è forse proprio nel confronto con attori bigger than life, che nelle mani di Bertolucci diventano eroi di storie mitologiche, che possiamo cogliere questo desiderio dell’autore di uscire allo scoperto, di affrontare apertamente, e rischiosamente, un universo a sua volta più grande di quello della propria vita. È un atteggiamento che finisce poi per estendersi anche all’azzardato accostamento a quei "grandi" di volti nuovi – a cominciare da Maria Schneider in quel film inaugurale – destinati casomai ad acquisire a loro volta statuto divistico.

La personale che il 25° Evento Speciale dedica a Bernardo Bertolucci, la tavola rotonda alla sua presenza e il volume (Bernardo Bertolucci. Il cinema e i film, a cura di Adriano Aprà) che l’accompagna edito da Marsilio, intendono – come è consuetudine della manifestazione pesarese – promuovere una rilettura dell’intera filmografia di questo nostro autore, coinvolgendo saggisti giovani e meno giovani, invitati tutti a riflettere su un’opera che la distanza storica consente di illuminare con una luce nuova.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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