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Feltrinelli Real Cinema distribuirà Inside Job, Oscar come Migliore Documentario

Attualità

28/02/2011

Ancora una volta Feltrinelli Real Cinema vince la scommessa dell’Oscar al miglior documentario. Per il terzo anno consecutivo sarà infatti Feltrinelli a distribuire nelle librerie italiane in dvd il film vincitore dell’Oscar come miglior documentario. Dopo aver distribuito negli ultimi due anni Man on Wire di James Marsh e The Cove di Louie Psihoyos (premiati dall’Academy come miglior documentari rispettivamente nel 2009 e 2010), anche quest’anno Feltrinelli distribuirà in libreria, sempre nella collana Real Cinema, il documentario che ha trionfato domenica agli Oscar: Inside Job di Charles Ferguson, cinquantaquattrenne milionario datosi al documentario d’inchiesta.

La crisi finanziaria globale, con un costo di oltre 20.000 miliardi dollari, ha lasciato senza lavoro e senza casa milioni di persone. Inside Job, espressione inglese per indicare il crimine commesso da chi ha le mani in pasta, racconta l'assassinio dell'economia mondiale come se fosse un giallo, e l’elenco dei colpevoli è lungo e soprattutto bipartisan, così come la lista dei politici e dei manager che in ossequio a Wall Street si sono rifiutati di rispondere alle domande di Ferguson, cacciatore di verità in un mare infestato da squali di ogni tipo e taglia. Narrato dalla voce di Matt Damon, Inside Job ha ottenuto un grandissimo successo in tutto il mondo ed è stato presentato in diversi festival internazionali come Cannes e Toronto. In Italia è stato presentato in anteprima a novembre nella sezione L’Altro Cinema/Extra del Festival del Cinema di Roma.

Charles Ferguson (Stati Uniti, 1955) regista, scrittore con quattro libri al suo attivo, sceneggiatore, matematico e politologo specializzato nelle interazioni fra tecnologia, globalizzazione e politica del governo. È stato consulente per società di informatica come Apple, Xerox, Motorola, Intel e Texas Instruments. Nel 1994 ha fondato la Vermeer Technologies. Nel 2005 ha fondato la Representational Pictures che ha prodotto il suo primo film: No End In Sight: The American Occupation of Iraq, Premio Speciale della Giuria al Sundance Festival nel 2007 e candidato agli Oscar nel 2008.

Feltrinelli Real Cinema, decisamente un marchio doc per film su realtà spesso “scomode”, ha recentemente distribuito in Italia The End of the Line, documentario realizzato dal regista inglese Rupert Murray che mette in evidenza i pericoli provocati dalla pesca eccessiva. Sempre nel 2011 Feltrinelli Real Cinema distribuirà un altro film candidato agli Oscar: Exit Through the Gift Shop, documentario sullo stato dell'arte contemporanea, diretto da Banksy, il misterioso genio della street art.

FELTRINELLI REAL CINEMA
Che cos’è “Feltrinelli Real Cinema”? Una collana di documentari in libreria? Sì, ma non solo. Una collana di saggi in forma di film? Perché no. Una collana di cinema politico? Anche. È una collezione di “film del reale” irriverente, imprevedibile, inedita. E’ pensata per chi sente il bisogno di capire; per chi, nella diffusa consapevolezza di vivere in “tempi bui”, chiede al cinema, all’arte, alla letteratura un po’ di conoscenza, e non si accontenta del cinema d’evasione, del puro intrattenimento. Oltre 30 titoli in catalogo: i migliori documentari usciti nel resto del mondo che qui non vi fanno vedere. Da The Corporation (Mark Achbar e Jennifer Abbott) e The Agronomist (Jonathan Demme), passando per La segretaria di Hitler (André Eller e Othmar Schmiderer) e Salvador Allende (Patricio Guzmán) fino a l’Avvocato del Terrore (Barbet Schroeder), Terra Madre (Ermanno Olmi) e gli ultimi due Premi Oscar Man on Wire (James Marsh) e The Cove (Louie Psihoyos), fino all’inedito Al Capolinea – The End of the Line, documentario realizzato nel 2009 dal regista inglese Rupert Murray che mette in evidenza i pericoli provocati dalla pesca eccessiva. Brutte storie certo, ma noi sappiamo che il mondo si può cambiare ed è anche questa la missione di chi, in un modo o nell’altro, porta conoscenza. Ma il grosso del lavoro spetta sempre al pubblico. Numeroso, ma soprattutto attento e appassionato come lo siamo noi.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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