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Fausto Brizzi

Interviste

30/01/2006

Gli esami non finiscono mai

Intervista a Fausto Brizzi, regista di Notte prima degli esami

Brizzi lei è del 1968, quindi negli anni ottanta aveva l'età, più o meno, dei protagonisti del suo film. Cosa c'è di autobiografico in questo suo esordio alla regia?
Il film è ambientato nel 1989, nei quindici giorni estivi che precedono l'esame di maturità. Io ho fatto la maturità nell'87 quindi possiamo dire che è la mia maturità. Le due persone che hanno scritto la sceneggiatura insieme a me sono più o meno coetanei di conseguenza tutti siamo cresciuti in quegli anni e abbiamo ricreato molte scene, molti episodi in sintonia con l'epoca.

Che cosa hanno in comune i ragazzi di oggi con quelli degli anni 80?

I ragazzi degli anni ottanta e quelli di oggi hanno alcune priorità comuni e immutate nel tempo. Ai giovani interessa divertirsi, fare sesso, insomma esattamente le stesse cose che interessavano alla mia generazione. Cambia però tutto l'apparato intorno. Il citofono degli anni ottanta è stato sostituito dagli sms… per il resto i ragazzi sono esattamente gli stessi.

Nelle note di regia lei sottolinea il fatto che la sua è stata l'ultima generazione che non possedeva il cellulare e che non aveva l'ansia di comparire in tv per sentirsi qualcuno…
L'aspetto del cellulare rientra nel diverso modo di comunicare odierno mentre la differenza più significativa secondo me è nella smania televisiva. I giovani oggi hanno questa ansia di mostrarsi, di apparire, soprattutto in televisione, come se la tv fosse il metro di giudizio per capire se vali o se esisti. Mentre quando avevamo noi ventanni, non avevamo questa necessità.

Ma la paura di crescere, di diventare adulti, quella è incancellabile, vale per tutte le generazioni?
Assolutamente. Il terrore degli esami di maturità raccontati nel film è il terrore del "cosa farò dopo". Non ci sono più scuse: una volta usciti dal nido delle scuole superiori è finita, si esce nel mondo e bisogna prendere delle decisioni.

Ci racconta qualcosa dei suoi attori: come ha scelto i giovani protagonisti e soprattutto Giorgio Faletti nel ruolo del professore?
Per quanto riguarda il ruolo di Faletti, mi serviva un cinquantenne che fosse credibile nel ruolo di professore, capace di mostrare un lato bastardo, ma che fosse
immediatamente simpatico al pubblico. Al personaggio del professor Martinelli sono affidate le scene più comiche del film, scene che Faletti è riuscito a far diventare comiche proprio per la serietà con cui le affronta. Ho pensato a Faletti dall'inizio per questo personaggio. Lui è adesso uno scrittore di successo. Comunque lo sono andato a trovare, gli ho fatto leggere la sceneggiatura e non ci è voluto molto a convincerlo anche perché il fuoco sacro della recitazione è ancora molto vivo dentro di lui. Mentre Nicolas Vaporidis che è il protagonista del film è un ventenne con dei tempi comici fantastici. Aveva fatto solo un altro film prima di questo 13 a tavola di Enrico Oldoini dove interpretava Giannini da giovane. Ho trovato la sua prestazione in quel film molto convincente e quindi l'ho voluto per il mio film dove ha un ruolo centrale. E' lui quello che si innamora, che smuove le montagne per questa Claudia e che diventa il filo conduttore per raccontare anche tutte le disavventure degli amici. Cristiana Capotondi è quella che ha meno bisogno di presentazioni perché è la più famosa, lavora molto in televisione e al cinema ha già affrontato vari ruoli come protagonista. Lei è Claudia ed è la ragazza ideale, salvo però il fatto che è la figlia del professor Martinelli. E tra Luca e Martinelli c'è un odio profondo, ma Luca ama Claudia, così si forma uno strano triangolo. Il rapporto tra Luca e Claudia è importante quanto quello tra lui ed il professore: il film si apre con Luca che manda a quel paese il professore, qualche minuto prima di scoprire che Martinelli sarà il membro interno all'esame di maturità. Poi scoprirà che è il padre dell'amata Claudia e da questa serie di equivoci nasceranno scene comiche e anche romantiche.

Brizzi lei nasce come sceneggiatore, firmando molte delle sceneggiature dei film 'panettone': Merry Christmas, Natale sul Nilo, Natale in India… Cosa c'è di quell'esperienza nel suo debutto nella regia?
Per quanto siano cose diverse ho preso molto dalla mia esperienza di sceneggiatore di film comici. Ho imparato molto da Neri Parenti perché è un grande creatore di situazioni comiche e ho cercato di rubargli un po' il mestiere. Ovviamente Notte prima degli esami è diverso dai film di Natale che sono puramente comici mentre il mio è anche sentimentale però ha molte scene comiche. Inoltre anche Martani e Bruno che firmano con me la sceneggiatura sono amici e colleghi da sempre e quindi è stato un pò come ritrovarsi in famiglia. 

La colonna sonora è composta da canzoni cult degli anni ottanta. Ha avuto difficoltà nell'avere i brani di Venditti, Raf, Duran Duran, Rettore…
Venditti si è dimostrato subito disponibile a partecipare con la sua canzone che, oltre a dare il titolo, è stata inserita nella scena chiave del film. Con gli altri abbiamo avuto trattative un po' più laboriose perché sono tutti brani molto famosi e quindi, dal punto di vista economico, abbiamo deciso di investire parte del budget nella colonna sonora piuttosto che sul cast o sulla pubblicità. In questo film la musica è un valore aggiunto, indispensabile per ricreare l'atmosfera degli anni ottanta.

Il suo film esce il 17 febbraio. Nei mesi di febbraio e marzo usciranno contemporaneamente o quasi moltissimi film italiani. Cosa ne pensa?
Quando ho letto la lista di film italiani che escono dopo il mio mi sono spaventato. Ma è molto difficile trovare il periodo giusto, perché a Natale un piccolo film italiano come Notte prima degli esami non poteva trovare spazio. Dopo maggio si considera morta la stagione, quindi tutti i film italiani si condensano in pochi mesi. Notte prima degli esami è una commedia mentre gli altri titoli, a parte Verdone, non sono commedie quindi spero che questo aspetto possa fare la differenza.

Scritto da ADMIN
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