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Fast & Furious fa correre anche il box office italiano

Attualità, Box Office

09/05/2011

Se c'è una location che in questo momento porta bene agli incassi quella è Rio de Janeiro. Fast & Furious 5, quinto capitolo della saga con Vin Diesel ambientato nella città brasiliana, sta facendo acrobazie al botteghino in tutto il mondo. Anche in Italia, dove in cinque giorni ha incassato quasi 5 milioni di euro - solo nel week end 3,3 milioni -  conquistando il primo posto della classifica ad una media 'da corsa' di 6.243 euro per sala. Un risultato eccellente per il periodo, che, insieme all'altro blockbuster di stagione, ovvero Thor, sta rivitalizzando il mercato un pò asfittico dei giorni scorsi. Thor è secondo, con  1 milione nel week end e 5,8 milioni in poco meno di due settimane. Ottimo risultato anche questo, anche se la pellicola di Branagh, peraltro godibilissima, ha subito un calo vistoso rispetto al week end d'esordio. Risultato piuttosto mediocre per  l'esordiente Come l'acqua per gli elefanti, in terza posizione con 379mila euro alla media decisamente bassina di circa 1200 euro per sala. Un risultato che testimonia il calo di popolarità di un divo come Robert Pattinson al di fuori del recinto di Twilight. Quarto il pulp Machete con 329mila euro ed una media, ancora bassina, di 1510 euro per sala. Scende in quinta posizione il fanta thriller Source Code che in dieci giorni ha totalizzato 1,4 milioni.  Segue il cartone tridimensionale Rio, anche questo ambientato nella metropoli brasiliana, che ancora detiene il titolo di maggiore incasso del periodo, circa 6,1 milioni in quattro settimane. Habemus Papam è settimo con 4,8 milioni in quattro settimane. Risultato piuttosto mediocre per il divertente Senza arte né parte che esordisce in ottava posizione con 178mila euro. Chiude la classifica Faccio un salto all'Avana con 2,6 milioni in tre settimane. Ma il risultato peggiore è quello del   drammatico Tatanka, undicesimo con 88mila euro e con una media imbarazzante di 537 euro per sala, che dimostra che Saviano, con tutto il rispetto, non basta a mandare la gente al cinema.

Scritto da Piero Cinelli
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