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Faenza: “Questo paese non ha memoria e la colpa e’ della tv”

Anteprime, Interviste, Personaggi

14/01/2014


Anita B. e' un film sul passato più nero che guarda con fiducia il futuro. Questo e' anche il senso del nuovo viaggio di Faenza alle radici della memoria. Non un nuovo film sull'olocausto, ma sulla necessità culturale di nutrire il ricordo. Tra i protagonisti Andrea Osvart e Robert Sheehan.

Parliamo subito del primo problema che riguarda il numero delle copie in uscita...
Se non si esce con 01 o con Medusa e' sempre un problema, si arriva anche al punto che con accordi già presi si arriva a non uscire in determinate sale. Io non voglio fare la vittima.Questo e' semplicisticamente su una bambina che esce da Auschwitz, e' un film sulla me moria, senza la quale non c'è futuro. E' un film pieno di speranza. Non è' la commedia di natale, ma ha pieno diritto di cittadinanza in sala. Purtroppo molti esercenti non guardano i film e decidono di vita o di morte di uno stesso film...

Alla produttrice Elda Ferri chiediamo, oggi dunque in quante copie uscite?
Ribadisco che questo e' un problema che riguarda tutte le produzioni indipendenti di fronte alle major. Non parlo di etica ma di futuro del nostro cinema. Sono felice di uno straordinario film che forse vince l'Oscar, ma mi stupisce che separiamo di un problema che ha un film di Faenza ci si stupisce... Le copie saranno tra le 20 e le 30

Faenza come ha scelto di realizzarlo?
Questo e' un film a metà tra i miei 'Jona' e 'Prendimi l'anima'. Non volevo affrontare l'argomento perché lo avevo fatto in passato, poi quello che mi ha colpito e' che questo personaggio guarda al dopo, al futuro, ma orgogliosamente vuole mantenere il ricordo del passato. Pure in Napoli Milionaria ad Eduardo che torna dalla Guerra nessuno lo invita a casa sua. Di fronte ad un dolore c'è la rimozione, ne parla la psicologia....

Andrea Osvart, una nuova prova al cinema in un ruolo molto intenso...
Mi piaceva il fatto di realizzare una Ungherese perché io lo sono e mi piaceva interpretare a meglio questa donna che ha tanto dolore dentro e non sa bene come buttarlo fuori.
Io non ho vissuto naturalmente la guerra e dunque non so bene cosa sia, certo ho pescato nella mia esperienza personale, di quando sono andata via dalla mia terra per fare il mio lavoro e realizzare un sogno.

Faenza, il personaggio più negativo e' così anche nel libro o lei lo ha esacerbato questo ruolo di uomo così insensibile?
Nel Libro Eli e' ancora più negativo che nel film.... Io gli ho dato una caratteristica negativa ma anzi non troppo. E' un materialista ma è' venuto fuori da Auschwitz quindi in qualche modo non devi giudicare, forse cercare di capire...

Robert Sheehan come si difende da questa definizione del suo ruolo negativo?
E' un personaggio molto difficile da comprendere, complesso, ne ha viste tante, come ha detto bene Roberto. La sua filosofia e' che gli uomini tirano giù i calzoni e le donne si innamorano.... Lui non vuole mettere al mondo un figlio proprio perché si tratta di 'questo' mondo'. Non si pone il problema del peso delle responsabilità della vita di oggi perché deve dimenticare il passato, dal suo punto di vista. Un personaggio solo scuro non mi sarebbe piaciuto, dunque lo spettatore può provare empatia per la sua scarsa fiducia nel mondo, spero di essere stato in grado di mettere in scena questa complessità.

Faenza un'uscita che arriva a qualche giorno dalla giornata della memoria, una scelta precisa...
Certo, usciamo in sala quasi in contemporanea con la giornata della memoria, del 27 gennaio, ma non è 'solo' un film sull'olocausto, e' un film film sulla speranza di un futuro migliore. E se lo rappresenta genere che è venuta fuori da quell'orrore dovremmo averla anche noi. Sia o un paese a senza piu' memoria e il nemico numero uno e' la televisione che oggi fa cose che il giorno dopo non hanno piu' alcun valore.

Moni Ovadia, ci racconta il film dal suo punto di vista?
Sono debitore a Roberto per avermi fatto 'vivere' questo meraviglioso film. Un gran cast, un gran regista. Aveva una opinione di me, che credo non fosse precisa a livello artistico, ma su set ci siamo conosciuti finalmente.
Da anni mi occupò di ebraismo a livello storico, artistico, culturale. Questo mio personaggio e' un combattente, un resistente, per questo vuole riportare la gente alla vita.
Non è un sionista, e' autorevole, bonaria, con il,fine ultimo di ricordare alle persone il dovere alla vita dopo l'abisso dell'olocausto. E' portatore della cultura che qualcuno ha cercato di sterminare, e ogni vota che ha u o slancio vitale, lo canta, con tutta la forza vitale che ha.

Scritto da Titta Digironimo
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