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Everest: provincia di Bolzano

Anteprime, Attualità

31/08/2015

Ad oltre 3000 metri di altezza sul ghiacciaio della Val Senales e riprese invernali a -30 gradi: è lì che è stato ricreato l'Everest per il film kolossal che apre il 2 settembre la 72/ma Mostra del cinema di Venezia. 

La squadra di lavoro in Alto Adige era composta da circa 180 elementi provenienti da tutto il mondo. Diretto da Baltasar Kormákur al cinema dal 24 settembre, è interpretato da Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright, Keira Knightley, Emily Watson e Jake Gyllenhaal.

La BLS – Film Fund & Commission ha sostenuto il film in fase di produzione e ha ampiamente supportato la troupe in Alto Adige durante le riprese, svolte prevalentemente sul ghiacciaio della Val Senales, a oltre 3.000 mt di altezza. La location è stata scelta per girare diverse scene ambientate sull’Everest.

La squadra di lavoro in Alto Adige era composta da circa 180 elementi provenienti da tutto il mondo: americani, inglesi, australiani, tedeschi, italiani, islandesi… A far parte di questo team internazionale anche circa 60 altoatesini, coinvolti in tutti i reparti tecnici.

Se le location in alta montagna offrono sicuramente immagini e atmosfere mozzafiato, per girare ad alta quota occorre essere perfettamente attrezzati, perché lassù tutto si fa più complicato, soprattutto in inverno. Per questo, sul set di Everest fondamentale è stato il coinvolgimento di esperti altoatesini della montagna che bene sanno gestire le condizioni estreme delle cime innevate. Diverse guide alpine, ad esempio, hanno garantito alla troupe la sicurezza sul set, requisito che in alta montagna diventa prioritario perché con il mal tempo le location possono diventare difficilmente raggiungibili dalle squadre di soccorso.  Per evitare imprevisti, le condizioni metereologiche e il pericolo di valanghe sono state monitorate costantemente, prima e durante le riprese.

Tutta l’attrezzatura necessaria è stata trasportata sul set con gatti delle nevi, quad, motoslitte ed elicotteri. Il cast e la troupe hanno raggiunto invece le location delle riprese via funivia e seggiovia. 

Sul ghiacciaio è stato allestito un vero e proprio campo base a Maso Corto, in questo “centro di controllo” ad alta quota la produzione aveva a disposizione ben 32 linee telefoniche.

Lavorare a quelle altitudini ha significato chiaramente una grande sfida per tutti, compreso il cast. Le temperature sono scese spesso fino anche a -30°. Con quel freddo, a cui le star di Hollywood non sono abituate a lavorare, fondamentale è stato essere ben attrezzati, sia con l’abbigliamento tecnico adeguato che anche con la ristorazione, importante per riscaldare troupe e cast nei momenti di pausa.

Il catering ha servito a 3.200 mt d’altezza fino a 400 coperti al giorno, cucinati a valle o in punti di appoggio vicini al set e poi trasportati con il gatto delle nevi. La scelta è stata quella di cibi che potevano rimanere caldi il più possibile senza scuocere.

Scritto da Simon Beaufoy, Lem Dobbs, il film arriverà in Italia il 24 settembre, una settimana dopo l’uscita americana.

Questa la sinossi ufficiale:

10 Maggio 1996: nove scalatori affrontano la montagna più alta del mondo. La natura li punisce, scatenando contro di loro la tempesta più feroce mai vista dall’essere umano. Dovranno superare ostacoli impossibili, contrastare la potenza di una natura maligna, in una corsa contro il tempo per la sopravvivenza che vi terrà col fiato sospeso. Basato sul racconto di Jon Krakauer, uno dei pochi sopravvissuti alla strage (autore di ‘Nelle Terre Estreme’, da cui è stato tratto “Into the Wild”), e integrato da testimonianze e racconti, “Everest” vi condurrà sull’orlo della fine, in un’agghiacciante lotta per la 49 sopravvivenza.

Scritto da Piero Cinelli
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