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Ermanno Olmi, Fuori Concorso con il suo Villaggio di cartone

Attualità, Interviste, Personaggi

06/09/2011

 (Venezia) Aveva annunciato che si sarebbe dedicato solo ai documentari. Poi però una brutta caduta e 70 giorni di immobilità lo hanno costretto, per non impazzire, a scrivere un nuovo soggetto. E in questo modo è nato Il villaggio di cartone, l'ultimo lavoro del neo ottantenne Ermanno Olmi che è passato oggi, fuori concorso, al Lido a cinquant'anni esatti dal suo debutto come regista con Il Posto. Michael Lonsdale è un vecchio prete, Rutger Hauer un sagrestano, Massimo De Francovich un medico, Alessandro Haber un militare. Ma i veri protagonisti sono quei non professionisti arrivati sul set da tutta Italia, e prima ancora dal Senegal, Nigeria, Eritrea, Camerun.

"Quello che ho portato sullo schermo - dice Olmi - è la vicenda umana di un vecchio prete che vede smobilitare la sua chiesa, e mentre tutto sembra crollargli addosso decide di accogliere degli immigrati, emarginati ed umiliati. Inizia così per lui un nuovo capitolo della sua missione sacerdotale. Non ho voluto fare una storia realistica ma un apologo, ambientato nell'arco di due giorni in una chiesa, ricostruita all'interno del Palaflorio di Bari".

"Abbiamo in noi l'opportunità - continua Olmi - di risvegliare sentimenti che ci sono stati sottratti per parecchi anni. La carità e il perdono sono la scoperta nell'altro di un progetto di felicità, atti d'amore per ricevere amore. Il mio protagonista scopre tutto questo piuttosto tardi nella sua vita ma anche l'ultimo istante può essere l'inizio di un grande progetto futuro".

 Ermanno Olmi, una curiosità su Il Posto che, esattamente cinquant'anni fa veniva proiettato qui, al Festival di Venezia? "E' un film molto amato da Malick, De Oliveira, Kiarostami e penso possano bastare per rendermi soddisfatto del mio debutto. Una volta Peter Falk mi telefonò e mi disse di avere abbandonato il suo lavoro di impiegato dopo avere visto il mio film... che comunque vorrei ricordare non finì nella sezione in concorso della Mostra".

 In molti la chiamano Maestro e si sente che è un termine che non ama. In cosa la infastidisce? "Sono stato un allievo per tutta la vita. L'apprendistato è la condizione ideale per lasciarsi continuamente stupire".

 Vi ricordiamo che Il villaggio di cartone arriverà nelle sale cinematografiche il 7 ottobre distribuito da 01 Distribution.

 

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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