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Eric Rohmer muore a 89 anni

Attualità, Personaggi

11/01/2010

Il più romantico, il più 'leggero' dei cineasti francesi, è morto oggi all'età di 89 anni, in un ospedale della capitale francese. Lo ha reso noto a Parigi la sua produttrice dei Films du Losange (la società di produzione fondata da Rohmer), Margaret Menegoz.

Eric Rohmer pseudonimo di Jean Marie Maurice Schérer (Nancy, 4 aprile 1920) è stato uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague. Ha diretto complessivamente 24 lungometraggi.

La sua produzione si caratterizza per l'organizzazione programmatica della maggior parte dei suoi film in cicli (Sei racconti morali, Commedie e proverbi, Racconti delle quattro stagioni).

Negli anni 70 ha realizzato due pellicole di argomento storico del tutto particolari: La Marchesa von..., del 1976 è tratto dalla novella di Heinrich von Kleist, mentre Perceval le gallois, successivo di due anni, è un adattamento dal poema medievale di Chrétien de Troyes.

Commedie e proverbi è il suo secondo grande ciclo, in cui ciascun film illustra a suo modo un proverbio o una frase della saggezza popolare. I due capitoli più celebrati, Le notti della luna piena e , vincono premi alla Mostra di Venezia e ottengono un certo successo commerciale.

Subito dopo inizia il ciclo dei Racconti delle quattro stagioni, nell'ordine Racconto di primavera, Racconto d'inverno, Conte d'été (in Italia uscito come Un ragazzo, tre ragazze) e Racconto d'autunno. Prima e durante questo ciclo firma tre film "fuori serie", a bassissimo costo (in 16mm), spesso con attori esordienti.

Ad ottant'anni d'età, dopo una carriera tra le più costanti ed equilibrate fra quelle dei maestri della Nouvelle Vague, nel 2001 utilizza per la prima volta le tecnologie digitali per ambientare il suo La nobildonna e il duca in una serie di dipinti che raffigurano la Parigi d'epoca rivoluzionaria. Il film viene presentato alla 58ª Mostra del Cinema di Venezia, dove Rohmer riceve il Leone d'oro alla carriera. Gli amori di Astrea e Celadon del 2007 è presentato in concorso alla 64ª Mostra del Cinema di Venezia.

Persona riservata, riparato dai bagliori della fama, difficile da intervistare, cattolico e ambientalista, Rohmer è un esempio perfetto di cineasta autoriale francese: scrive solo le sue sceneggiature che sono originali o adattate da opere letterarie. Spesso sceglie giovani attori sconosciuti ma a volte si affida ad attori affermati come Jean-Louis Trintignant (La mia notte con Maud), Bruno Ganz (La Marchesa von...) o André Dussollier (Il bel matrimonio). Ha scoperto Arielle Dombasle, Pascal Greggory e Fabrice Luchini, che sono in seguito diventati grandi attori del cinema francese.

 

Scritto da Piero Cinelli
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