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Elysium: il paradiso hollywoodiano nello spazio

Recensioni

29/08/2013

Elysium rappresenta un ulteriore passo nel mondo della fantascienza cinematografica per il talentuoso regista sudafricano Neil Blomkamp che, dopo Distretto 9, torna a raccontare una storia Sci-Fi come metafora del mondo in cui viviamo e - in un certo senso - come apologo politico.

Se nel suo primo film gli alieni precipitati sulla Terra erano un alibi per riflettere su immigrazione e - in un certo senso - sull'apartheid, in Elysium, riprendendo un po' il cinema di Fritz Lang e del suo capolavoro Metropolis, abbiamo una società piramidale in cui i ricchi vivono in una stazione orbitante intorno allo spazio con tanto di ville stile Hollywood 

e di cure mediche, mentre i poveri ovvero tutti gli altri sono rimasti sulla Terra in una sorta di slum globale dove si prova a sopravvivere ogni giorno come si può.

Tra loro c'è un uomo che sin da piccolo all'orfanotrofio sognava di fare grandi cose e che invece è finito prima a fare il ladro da strapazzo eppoi - dopo la prigione - a fare l'operaio.

Un giorno, però, dopo un incidente nella fabbrica di robot rimane contaminato. La sua unica speranza è raggiungere una di quelle meravigliose macchine medicali che sulla nuova Terra ogni casa ha.

Per farlo, però, c'è la necessità di essere riconosciuto come 'un cittadino'. Altrimenti la macchina non entrerà in funzione e non potrà curarlo.

Come se non bastasse il crudele Ministro degli Interni interpretato da una gelida Jodie Foster oltre ad avere progetti golpisti intende usare il pugno di ferro sull'umanità dolente e malata che - di tanto in tanto - prova ad attaccare il paradiso dove vivono tutti i ricchi e i potenti del pianeta.

Spettacolare e pieno d'azione, Elysium ha il difetto sensibile di essere un po' insistito in alcune scene e di mancare del senso dell'umorismo del film precedente.

In più, se l'ideale politico è benemerito, l'idea 'soterica' di un eroe salvatore predestinato e riluttante ha qualcosa di artificioso che non convince pienamente, soprattutto quando la costituzione dell'intero mondo può essere modificata con un semplice virus informatico e un reboot...

Detto questo, però, Elysium resta un film d'azione con molti momenti sorprendenti e un'altra ottima interpretazione di Matt Damon in un ruolo che richiama inevitabilmente alla memoria il Mel Gibson di Mad Max se non altro per i duelli tecnologici e quasi post apocalittici in polverosi spazi al confine di quel deserto che è diventata

la nostra civiltà vittima di un'oligarchia fatta di ricchi, potenti e crudeli. Una situazione che al di là della collocazione tecnologica della storia nel futuro ci obbliga a pensare a quanto accade già oggi nel nostro presente. 

Scritto da Marco Spagnoli
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