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Elogio della Normalità - Gianni e le Donne di Gianni Di Gregorio

Attualità, Recensioni

07/02/2011

A dispetto di un titolo, forse, un po’ troppo ‘facile’ per un cinema elegante e moderatamente sofisticato come quello del suo regista, Gianni e le Donne è una commedia semplice, essenziale ed elegante come il suo predecessore Pranzo di Ferragosto.

A differenza, però, del film d’esordio, Gianni e le Donne tende verso un finale meno ‘forte’, sebbene perfettamente in linea con la storia che ci viene raccontata: quella di un uomo normale alle prese con la ricerca della conquista di una donna ideale, diversa dalla moglie assente emotivamente e distante spiritualmente da lui, con la quale non condivide più nemmeno il letto.

Sono, dunque, tante le donne che girano intorno al povero Gianni alter ego di Gianni Di Gregorio. A partire dalla madre bizzosa interpretata, ancora una volta, dalla novantacinquenne d’acciaio Valeria De Franciscis Bendoni le cui continue angherie costituiscono la chiave di lettura migliore per un personaggio antitetico al ‘maschio patinato’ propagandato oggi dalla riviste e dai media. Una galleria femminile che passa attraverso diverse figure molto rappresentative: la prima fidanzata, l’amica della fanciullezza, la vicina di casa, le inquietanti gemelle incontrate tramite un amico, la sexy badante della madre spendacciona, la prostituta da cui non arriverà mai in tempo e che, peraltro, non si vede neppure.

Tutt’altro che palestrato, pensionato, non giovane e tutt’altro che ricco, Gianni cerca una donna con cui condividere piaceri ‘normali’ come quello della cucina, un bicchiere di vino, quattro chiacchiere e un po’ di affetto. Bellezza e sensualità sono le sue ossessioni che rendono ancora più impacciato il suo modo cortese e un po’ sottomesso di relazionarsi ad un sesso tutt’altro che debole e che in lui scatena una sempre maggiore timidezza.

Antidoto perfetto alle cronache politico scandalistiche, Gianni e le Donne costituisce l’elogio della normalità dove un uomo anziano si fa mille scrupoli a soltanto immaginare una relazione con donne molto più giovani di lui. In questo senso, il film segna il ritorno ad un cinema gentile in cui il protagonista pur non assurgendo nemmeno al ruolo di ‘antieroe’ guarda con indulgenza al mondo che lo circonda, provando a scivolare dentro di esso.

Pur non essendo un film perfetto, Gianni e le Donne conquista lo spettatore per la sua semplicità e grazia, per il suo essere volutamente irrisolto come il personaggio di cui vediamo le vicissitudini e del quale, nonostante una coltre di laconicità, intuiamo i sogni.

In questo senso, la pellicola rappresenta un piacevole viaggio alla scoperta di un personaggio che, forse, abbiamo incontrato nella nostra vita e di cui non ci siamo poi accorti. Una figura ingenua e gentile che conosciamo pian piano e che, forse, alla fine con una certa preoccupazione temiamo possa arrivare a assomigliarci come simbolo di un’Italia diversa e forse già sconfitta nella realtà e fortunatamente al cinema dall’arroganza, dal chiasso e dal chiacchiericcio di notti e donne figlie dell’incesto mediatico e del sopruso.

Gianni e le Donne è un film sul sogno e sul desiderio: sulla consapevolezza che – in materia di donne - tutto si può sognare, ma molto poco si riesce davvero a vivere, e che, in fondo, è decisamente meglio così…

Scritto da Marco Spagnoli
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