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Elio Germano: la vittoria dell’impegno

Attualità, Personaggi

24/05/2010

(Cannes) – Una Palma a metà, ma condivisa ex-aequo con Javier Bardem, uno dei più grandi attori del mondo, paradossalmente vale ancora di più.

Il riconoscimento andato a Elio Germano per una delle sue migliori interpretazioni di sempre ne La Nostra Vita è un segnale dell’ottimo stato di salute artistica del nostro cinema, soprattutto per quanto riguarda la qualità dei nostri attori.

Trenta anni il prossimo 25 settembre, Elio Germano è uno degli interpreti di maggiore talento presenti in Italia in questo momento: un attore di talento e impegnato, capace di coniugare grandi sensibilità e senso dell’umorismo in personaggi difficili, spesso, antipatici.

Elio Germano, infatti, non ha mai avuto paura di nascondersi, di mascherarsi dietro acconciature allucinanti e dietro accenti fortissimi. Come nel caso del carabiniere di Respiro o come in Ora o mai più.

Film lontani più di sette anni e che, oggi, danno il senso di una carriera in continua evoluzione tra lavori dal discreto successo come Liberi e Che ne sarà di noi?, pellicole dalla pressoché scarsissima visibilità Chiamami Salomé a progetti più sperimentali e coraggiosi come Sangue – La morte non esiste e Nessuna qualità agli eroi.

Nella carriera di Elio Germano, però, ci sono stati altri personaggi antipatici come in Melissa P. e figure più ‘marginali’ rispetto ad una storia nei confronti della quale l’attore sa sempre mettersi al servizio come nel caso di Romanzo Criminale in cui interpretava ‘il sorcio’ e in Quo, vadis Baby?

E’ stato negli ultimi quattro anni che Elio Germano ha messo a segno alcuni film in maniera notevolissima: Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, N – io & Napoleone e Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari.

Quattro titoli in cui l’attore ha messo in mostra con maturità, tutta la propria versatilità e il suo grande talento che sembra essere alimentato da rabbia e passione.

Messi da parte i ruoli belli, ma sfortunati de Il mattino ha l’oro in bocca e Come Dio Comanda di Gabriele Salvatores, oggi Germano inizia una fase nuova della sua carriera con interpretazioni intense e travolgenti, capaci di esprimere sfumature di sensibilità e umanità come quella per cui ha vinto la Palma d’Oro.

Adesso lo vedremo, probabilmente a Venezia con La fine è il mio inizio al fianco di Bruno Ganz nel ruolo del figlio di Tiziano Terzani interpretato dal grande attore svizzero. Un altro personaggio importante per un attore coerente dentro e fuori allo schermo e capace di regalarci, in futuro, ancora molte altre sorprese.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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