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El Woody caliente: Vicki, Cristina, Barcelona

15/09/2008
Il “triangolo” è la soluzione a tutti problemi esistenziali di una coppia. A sostenerlo non Renato Zero, ma Woody Allen nel suo ultimo film girato nella capitale della Catalogna, presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes ed interpretato da Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Javier Bardem, Patricia Clarkson e Penelope Cruz.
Una commedia molto solare, rispetto all’ombroso Sogni e Delitti, in cui il regista newyorkese distilla la sua passione per le donne e la vita.
Vicki e Cristina sono due amiche americane che partono per le vacanze in Spagna.
A Barcellona, dopo una mostra, vengono invitate per un week end romantico da un fascinoso pittore. L’irrazionale Cristina decide di andare, mentre la sua amica tanto posata quanto fidanzata si accoda alla coppia solo per evitare guai gravi.
A finire a letto con l’uomo, però, a causa di una serie di imprevisti è Vicki che inizia così ad avere dei dubbi riguardo al proprio matrimonio con un manager gentile, ma molto vacuo – come dice lei ad un certo punto del film ‘kantiano’. Anche Cristina avrà, però, la sua seconda possibilità e tornata a Barcellona inizierà a convivere con l’artista fino a quando la sua ex moglie avrà improvvisamente bisogno di aiuto.
Il rapporto tra i tre inizia a prendere una strana piega e, alla fine, sarà proprio Cristina a fare, finalmente, a fare funzionare la coppia disfunzionale, andando a letto con loro e stabilendo l’inizio di un triangolo appagante ed estremo
Vicki, sposatasi con un certo anticipo in Spagna, non riesce, nel frattempo a togliersi dalla testa il pittore con cui ha fatto l’amore solo una volta. In un crescendo di situazioni vagamente demenziali, la ragazza sa di dovere incontrare ancora una volta l’artista, prima di tornare per sempre negli Stati Uniti. Ma le cose non andranno come credeva o, forse, come sperava…
Divertente, ma mai esilarante, Vicki, Cristina, Barcelona propone una nuova tappa del cinema di Woody Allen. L’ambientazione spagnola, francamente un po’ da cartolina, dona comunque al film un tono diverso rispetto alle pellicole precedenti e la pellicola prende sin da subito una piega molto sensuale grazie alla presenza di sex symbol come Javier Bardem, Scarlett Johansson e Penelope Cruz.
Sono soprattutto i due attori spagnoli a rubare più volte la scena. Il loro amore bohémien, la loro rabbia e gelosia ha dei momenti veramente spettacolari ed irresistibili. Così come al tempo stesso la carica di erotismo che avvolge la storia sembra esplodere più volte nella passione tra l’uomo e le sue donne, tra Penelope Cruz e Scarlett Johansson che il regista newyorkese fotografa in un bacio che sembra essere il preludio (il film lo racconta, ma non lo mostra…) di una relazione a tre alquanto torrida.
Peccato che la storia alla base della pellicola risulti, francamente, molto, forse, troppo, semplice se non talora addirittura insulsa. La razionale Vicki che appare costantemente incapace di lasciarsi andare, vive una razionalità estremamente complessata al fianco di un uomo che sembra essere uscito dal catalogo generale dei cliché. Si tratta, comunque, di personaggi accessori.
Invaghitosi cinematograficamente della Cruz, della Johansson (che recita con il regista per la terza volta) e del fascino di Bardem, è a loro che Allen dedica davvero tutta la sua attenzione sia dal punto di vista della storia che per quanto riguarda la resa visiva. Anche se la trama annaspa in più di una falla, Vicki, Cristina, Barcelona è una storia morale (un po’ anni Settanta…) in cui due donne ricevono la propria educazione sentimentale e sessuale in un’ambientazione esotica.
Verboso, con una voce off pronta ad esplicare in maniera irritante e non richiesta ogni singolo moto del cuore, questo film è un altro della lunga serie di divertissment e variazioni sul tema che Allen ha sviluppato sul tema dell’amore e della sessualità.
Ardito e ambizioso, talora divertente, ma anche quasi sempre inconsistente, questo film brilla grazie al fascino dei suoi attori e si eleva di molto dalla media, quando sullo schermo compare Penelope Cruz con la sua chimica esilarante attraverso cui si relaziona con Bardem.
Peccato che, poi, la storia torni a perdersi e il razionalismo americano delle noiose per quanto avvenenti protagoniste torni a dominare la narrazione fino ad un finale tristissimo in cui, come era prevedibile, la normalità e, forse, perfino un perbenismo di fondo, rimetta a posto tutte le tessere riducendo ingiustamente le avventure spagnole delle due amiche, a piccoli episodi da esotismo erotico di seconda mano e, al limite, del fricchettone.
Il cuore dello spettatore resta, in ogni caso, tra le mura e i vicoli di una Barcellona spettacolare, così come probabilmente quello del regista che grazie a questa piccola avventura morale, torna ad una dimensione esistenzialista della sua commedia umana in uno dei suoi episodi meno felici dal punto di vista artistico, ma sicuramente più coraggioso per quello che riguarda la messinscena ardita di una sensualità appagata e di una sessualità un po’ eversiva e disperatamente

Scritto da ADMIN
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