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Edward Norton e Hilary Swank: due attori ‘fuori dal comune’

Attualità

15/07/2011

Sono due attori, per motivi diversi, estremamente differenti dall’idea della tipica star hollywoodiana. Innanzitutto perché non si comportano da star. Edward Norton che è uno dei migliori attori della sua generazione, oltre ad esserne uno dei più intelligenti e colti, ha raccontato i motivi del suo non essere così presente nelle produzioni americane degli ultimi anni. Nonostante, possiamo ricordare che, nel 1996 ha fatto ombra a Richard Gere in Schegge di Paura, lo stesso successe con Brad Pitt in Fight Club, senza parlare di performance indimenticabili e sublimi come nel capolavoro di Spike Lee, La 25° Ora o in American History X.

“Non condivido l’ossessione per il successo che regna sovrana di questi tempi – ha affermato Norton – ce l’hanno tutti: l’importante non è essere uno sportivo o un artista. L’importante, sembra, è essere famosi. No, per me non è così. Ci sono molte altre cose nella vita: gli amici, l’amore per il proprio lavoro, puro e semplice. Una persona che ammiro molto è un artista come Daniel Day-Lewis”.

“Mi piace lavorare con registi che stimo – continua Norton – come è avvenuto con Wes Anderson, un vero genio e una persona con una umanità straordinaria. Insieme abbiamo realizzato Moonrise Kingdom e non mi era mai capitato di lavorare con un’uomo con una immaginazione simile. Poi ho sceneggiato una miniserie per la HBO. Un progetto che è nato insieme a Brad Pitt ai tempi di Fight Club e che adesso abbiamo deciso di realizzare come produttore lui e io sceneggiatore”.

“Il cinema è stato l’unico modo per capire che c’era un mondo più grande intorno a me. Quando ho visto Otto e mezzo di Federico Fellini ho avuto una folgorazione e la mia vita è cambiata. Per Hollywood sono una persona difficile? Non credo. Chiunque abbia una personalità viene definito difficile, prima o poi”.

Hilary Swank, due Premi Oscar vinti e un passato difficile che l’ha fatta rimanere una persona con i piedi per terra, con le sue paure, le sue passioni e la stessa magia verso il cinema che provava da piccola. “Se mi chiedete in che cosa credo. – ha affermato l’attrice a Giffoni – Credo nel lavoro duro. Ho sempre avuto paura e sempre ne avrò. Paura di non saper fare un ruolo, di non essere credibile, di non essere vera. E paura di non rendere giustizia alle storie che devo interpretare. Ma questo mi ha sempre spinto a dare il massimo e ho avuto le mie soddisfazioni e la riprova è che solo dando tutto quello che puoi che ottieni dei risultati”.

La Swank la vedremo nel film corale di Garry Marshall (il regista di Pretty Woman), New Year’s Eve, dove lavorerà con Robert De Niro, Sarah Jessica Parker, Zac Efron, Jessica Biel, Michelle Pfeiffer e Sienna Miller. Inoltre ha girato il film The Resident, un horror alla Rosemary’s Baby dove, afferma Hilary: “Sono una avvocatessa che si trasferisce in un nuovo appartamento a  New York, precisamente a Brooklyn, e viene ossessionata dal suo vicino di casa”.

Gli piacerebbe lavorare con Gabriele Muccino e soprattutto con Sam Raimi, del quale nutre una grande stima. Con quest’ultimo era in trattative per il prequel del Mago di Oz che il regista della prima trilogia di Spider-Man farà ma la Disney ha preferito un’altra attrice. Se però deve dire un artista che ama alla follia torna protagonista l’Italia perché il suo preferito è Roberto Benigni.

“Quando Benigni mi ha consegnato l’Oscar – afferma Hilary – prima di dire il mio nome ha temporeggiato, ha inventato un sacco di storie, aspettava, aspettava, prendeva tempo... Io morivo! E lui rideva come un matto... lo adoro!”.

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Scritto da Nicoletta Gemmi
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