questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Edoardo Leo presenta Noi e la Giulia: “Nemmeno un bacio. La nostra risposta a 50 Sfumature!”

Attualità, Personaggi

16/02/2015

Il 19 Febbraio esce nelle sale italiane Noi e la Giulia, la terza regia di Edoardo Leo, ispirata al libro di Fabio Bartolomei, Giulia 1300 e altri miracoli. Dopo Diciotto Anni Dopo e il recente Buongiorno Papà, l’attore romano torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia simpatica e leggera, che diverte ed emoziona, anche grazie ad un cast irresistibile. Diego (Luca Argentero), Fausto (Edoardo Leo) e Claudio (Stefano Fresi) sono tre quarantenni insoddisfatti e in fuga dalla città e dalle proprie vite, che da perfetti sconosciuti si ritrovano uniti nell'impresa di aprire un agriturismo. A loro si unirà Sergio (Claudio Amendola), un cinquantenne invasato e fuori tempo massimo, ed Elisa (Anna Foglietta), una giovane donna incinta decisamente fuori di testa. Ad ostacolare il loro sogno arriverà Vito (Carlo Buccirosso), un curioso camorrista venuto a chiedere il pizzo alla guida di una vecchia Giulia 1300. Questa minaccia li costringerà a ribellarsi ad un sopruso in maniera rocambolesca e lo faranno dando vita a un'avventura imprevista, sconclusionata e tragicomica, a una resistenza disperata ...quella che tutti noi vorremmo fare se ne avessimo il coraggio.

Il film comprende due macro temi: il primo è prova a cambiare la tua vita veramente e attuare il tuo piano B; il secondo è che quando cerchi di fare questo in questo Paese non sempre ci riesci. Io sono un commediante e affronto questi temi con la commedia. Quando ho trovato il libro ‘Giulia e 1300 altri miracoli’ l’ho visto una bella fotografia di un modo di raccontare che mi appartiene. Mi piace poi fare un cinema di personaggi e questi personaggi mi facevano ridere. Ho deciso quindi di mettere insieme questi cinque falliti che diventano eroi nel loro piano B” ha raccontato Leo in conferenza stampa a Roma. Noi e la Giulia è una commedia corale che funziona, rinnovando il classico schema della commedia italiana, come molti progetti di Edoardo Leo che, sia come attore sia come regista, riesce a lasciare una sua impronta al film. “Non avevo messaggi per i posteri, ma oggi fare commedia in Italia serve a raccontare cosa ci succede. Matteo Garrone ha l’occhio d’autore, io invece sono solo un commediante e quindi racconto storie con le lenti deformanti della commedia. Ci tengo a fare dei film sradicati non del tutto dal momento storico, ma voglio raccontare una bella storia che deve emozionare. Il pubblico si deve divertire e poi ognuno trae la sua conclusione” ha aggiunto. 

Al centro del film l’importanza di una seconda opportunità nella vita, di un piano B. Infatti i protagonisti sono “falliti” che hanno perso l’entusiasmo e hanno bisogno di cambiare, e trovano questa occasione facendo squadra e unendo le forze per un progetto comune. “Loro parlano del fallimento con il sorriso sulle labbra, con la speranza che il piano B guarisca i fallimenti. Guardandoli pensavamo sempre: ”Una risata li seppellirà” ha dichiarato Claudio Amendola, mentre Luca Argentero ha sottolineato: “I tre falliti partono dal fallimento lavorativo e la mia generazione sta subendo questo proprio ora perché non riesce a lavorare. Io sono fortunato ad avere un lavoro che mi piace”. Il personaggio di Amendola è uno dei più carismatici, come lui stesso racconta: “Lo conosco bene Sergio, il suo dramma interiore, la sua rabbia repressa, e…le magliette che indossa sono le mie!!! Edoardo mi ha detto di leggere il libro un po’ di tempo fa e quando ho letto di Sergio, ho capito subito che era molto simile a me e ad alcuni miei amici. C’è un testo di Gaber che racconta la sensazione di ali e gabbiani ipotetici. E’ stato importante per me fare questo personaggio, dargli  l’autoironia, e creare la parte comica della sua serietà”

Sono alla terza regia e ho vissuto questo film come un crocevia. Qui c’è un mix delle cose che ho adorato. il mio riferimento da sempre è Ettore Scola, che ha raccontato la guerra e i fallimenti sociali facendo ridere. Poi come esempi moderni, mi è piaciuto molto American Hustle, perché hanno disintigrato due sex symbol. Così ho fatto anche io questo. La commedia italiana è un’eredità pesante. Per il ritmo giusto ho girato il film in sequenza, seguendo la storia passo per passo che mi ha permesso di lavorare in gruppo e decidere insieme a tutti le scene” ha concluso Edoardo Leo, che dal 19 Febbraio sarà nelle sale italiane con il suo nuovo film distribuito dalla Warner Bros in 380 copie.

Scritto da Letizia Rogolino
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA