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Edipo in Libano Giornate degli Autori: Incendies di Denis Villeneuve

Attualità, Recensioni

03/09/2010

Tratto dall’omonima opera teatrale di Wajdi Mouawad, Incendies è una sorta di contaminazione tra il cinema del reale e la tragedia greca.

La storia di una donna libanese che, in punto di morte, affida due lettere ai figli per il padre e per il fratello che non hanno mai conosciuto, diventa lo spunto per un viaggio senza protezione e senza compromessi nelle atrocità della guerra del Libano. Un itinerario infernale reso ancora più agghiacciante dall’avere come protagonista una donna di cui, attraverso una serie complicati flashback, viene mostrata la vicenda personale in tutto il suo spavento e il suo dolore.

Lentamente, lo spettatore scopre come la donna sia stata una pedina fondamentale nell’assassinio di un leader della destra radicale cristiana e che per questo suo omicidio abbia pagato con sedici anni di prigione e stupri ripetuti.

I due figli, dopo avere intrapreso uno snervante viaggio alla volta delle proprie radici, scoprono la vita che la loro madre non ha mai raccontato loro e, soprattutto, vengono a contatto con una storia di violenza e vendetta inaudite che si riverberano ancora oggi, inaspettatamente, nelle loro esistenze.

Un finale che, in paragone, fa sembrare Edipo Re come un film di Checcho Zalone, fa di Incendies un’opera sicuramente interessante, ma difficile da sopportare per uno spettatore impreparato dinanzi orrori di cui ha sentito parlare, ma che non ha mai visto rappresentati sullo schermo con tanta minuzia e ferocia.

Tra mitra che uccidono persone inermi su cui sono appiccicati degli adesivi con il volto della Madonna (quella nei cieli e non la pop star americana), con colpi a sangue freddo che uccidono donne e bambini, quando non li incendiano e li bombardano, il film scritto e diretto dal regista canadese Denis Villeneuve è sinceramente sconsigliabile per chi è facilmente impressionabile. Pur non volendo negare il diritto a mostrare in tutta la loro crudezza gli orrori della guerra, il misto di violenza concreta e psicologica di Incendies lascia, alla fine, più perplessi che commossi, e – soprattutto – provati dopo due ore e dieci di situazioni piuttosto inquietanti sublimate in un finale assolutorio dove il perdono diventa l’unica via per sanare ferite altrimenti impossibili da sanare.

Un film stilisticamente interessante che, a dispetto della sua grande tensione, offre qualche punta di ironia e alcune pietre di saggezza come quella di un notaio che insiste riguardo l’errore commesso da Dio a non avere immediatamente creato il suo ordine professionale “Se ci fossero stati i notai ai tempi di Noé” dice il film “Tutte le questioni riguardo i confini delle terre, il diritto di passaggio, sarebbero state registrate a dovere, impedendo la nascita dei conflitti". Una tesi suggestiva che nasconde una grande verità ovvero quella di un codice comune in grado di regolare le leggi di quella civiltà che vuole negare ogni pretesto per la guerra, l’odio e la sopraffazione.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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