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Eddie Redmayne al Torino Film Festival: “Stephen Hawking ha un carisma straordinario”

Attualità, Eventi, Interviste, Personaggi

25/11/2014

La sezione Festa Mobile del Torino Film Festival ha presentato in anteprima La Teoria del Tutto, il film diretto da James Marsh, che trova il giovane attore Eddie Redmayne nei panni del celebre astrofisico inglese Stephen Hawking. Distribuito dall’Universal Pictures, questo film racconta la storia straordinaria ed emozionante di un uomo che, nonostante la sorte avversa e una malattia tremendamente invasiva, trova l’amore di Jane Wilde, una donna forte e determinata, che non gli fa perdere la fiducia in se stesso. Nonostante i primi sintomi della malattia tra i banchi dell’Università di Cambridge, il giovane Stephen continua i suoi studi ed elabora interessanti teorie rivoluzionarie che devono essere ascoltate, fino a diventare un genio del suo campo, che vive ancora oggi, nonostante la prima diagnosi dei medici che gli davano solo due anni di vita nel 1963.

Marsh porta sullo schermo un inno alla vita e celebra la grande forza d’animo di un uomo intelligente e determinato, che ha messo al servizio del mondo la sua conoscenza, senza arrendersi al suo destino. Sorridente e disponibile, il giovane attore Eddie Redmayne, che nel film regala un’interpretazione impeccabile e coinvolgente, è stato ospite a Torino e ci ha raccontato questa sua esperienza, difficile ma anche educativa ed emozionante. “Ho frequentato anche io l’Università di Cambridge e mi è capitato di sentire la voce di Hawking e vederlo in giro per il campus con tante persone intorno. Aveva l’aria di una rockstar. Ho letto gran parte di quello che lui ha scritto, ma poi sono finito su Astronomia per Ragazzi. com per capire meglio le sue teorie” ha detto con ironia, continuando: “Quando ho letto la sceneggiatura, ho pensato fosse una storia unica e straordinaria, come il ruolo che avrei dovuto interpretare. Ho passato due settimane a convincere il regista e il produttore ad affidarmelo, ma poi mi si è chiuso lo stomaco subito dopo perché ho realizzato le difficoltà che questo lavoro comportava. Il giorno dopo che avevo appreso di aver ottenuto la parte, sono stato in una clinica specializzata nella SLA e una dottoressa mi ha descritto la malattia e mi ha messo in contatto con i pazienti e le loro famiglie. Sia io che Felicity dovevamo comprendere il coinvolgimento emozionale e le conseguenze sulla vita familiare. Abbiamo visto tantissimi documentari, ma soprattutto è stato fondamentale l’incontro con Jane e Stephen. Lui ha un carisma e una forza d’animo davvero molto forti”.

Redmayne è riuscito ad impersonificare Stephen Hawking in un modo perfetto, senza scadere nella caricatura o nella pericolosa parodia, accompagnato da Felicity Jones, che ha potuto dare prova del suo talento, nei panni di questa donna solida e innamorata, che dedica la sua vita alla salvezza e alla felicità dell’uomo che ama, portando su di sé tutto il peso di una famiglia e di un marito non autonomo. “Non abbiamo girato il film in ordine cronologico, quindi saltavamo in momenti diversi della malattia. Ho imparato la parte della fisicità come fosse una sorta di danza. La malattia nella vita di Stephen è secondaria, questo film è soprattutto una storia d’amore, una storia umana. Ho lavorato con la ballerina Alexandra Reynolds, per capire quali muscoli dovevo usare per i vari momenti del film. Per l’espressione facciale ho reperito su internet il materiale su Stephen e con l’Ipad in mano ho cercato di imitare le varie espressioni davanti allo specchio” ha raccontato Redmayne, aggiungendo che La Teoria del Tutto è “una sorta di indagine su quello che è la dimensione della vita”. Infatti, anche se la fisicità del protagonista accende i riflettori sulle sue condizioni di salute, il film di Marsh è molto attento a non diventare una mera cronaca della trasformazione estetica del personaggio, concentrandosi anche sulle relazioni umane, gli studi e gli avvenimenti della vita di Hawking, con una sceneggiatura che non si arrende all’atmosfera drammatica, ma lascia spazio anche ad un umorismo tipicamente british. 

Alle voci che parlano di una sua possibile nomination agli Oscar per questo ruolo, Redmayne infine ha risposto: “Le voci sugli Oscar non contano, stiamo a vedere cosa succede”, rimandando al suo prossimo progetto cinematografico che sarò il film The Danish Girl di John Cooper, che racconta la storia vera di una coppia degli anni 20, in cui un uomo si trasforma in una donna.

Scritto da Letizia Rogolino
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