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Ecce Torino

10/11/2008

Dopo la rincorsa 'patriottica' dei Festival di Venezia e di Roma ad acchiappare tutti o quasi i titoli italiani in circolazione, l'assenza, non proclamata ma semplicemente constatata dei film italiani alla 26° edizione del Torino Film Festival - il Festival tradizionalmente rivolto al cinema indipendente, giovane e di frontiera - diretto per il secondo anno consecutivo da Nanni Moretti, è stata giudicata dalla stampa di destra come un attacco alla bandiera, ma era prevedibile che i Festival precedenti avessero già raschiato il barile, lasciando ben poco al Torino Film Festival (21 - 29 novembre) che per motivi di date e di visibilità, viene dopo i due Festival italiani più importanti.

"Non abbiamo trovato film che ci convincessero tra quelli che abbiamo visto e che non erano andati ad altri festival, ma ci sono due sezioni interamente dedicate al cinema italiano, cortometraggi e documentari". Tra questi Armando e la politica di Chiara Malta, dedicato al padre dell'autrice, sindacalista e socialista ma attratto da Berlusconi e dal centrodestra; Di madre in figlia di Andrea Zambelli, prodotto da Davide Ferrario, sulle ex mondine divenute cantanti, e La conquista della vita del veterano del cinema indipendente Silvano Agosti.

Il festival apre il 21 con l'anteprima italiana di "W." di Oliver Stone, e prosegue con alcuni titoli americani indipendenti come "Momma's Man" di Azazel Jacobs, proveniente dal Sundance, "The New Year Parade," di Tom Quinn; e "Prince of Broadway" di Sean Baker. Oltre ad Oliver Stone, l'altro grande testimone del Festival sarà Roman Polanski che verrà salutato da una retrospettiva completa, da lui stesso supervisionata. Incluso il documentario "Roman Polanski: Wanted and Desired" realizzato da Marina Zenovich, che racconta la complicata vicenda del 1977 (l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una minorenne).

Scritto da ADMIN
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