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E’ nata una stella (…sullo scudo) - Captain America: Il Primo Vendicatore

Anteprime, Recensioni

21/07/2011

L’adattamento cinematografico del fumetto di Captain America: Il Primo Vendicatore è senza dubbio uno dei più eleganti e “ispirati” che la Marvel ha realizzato nel corso degli ultimi anni, che arriva in un’annata fortunata contraddistinta da pellicole di un certo livello come Thor e X Men – L’inizio. Diretto da Joe Johnston regista di Cielo d’ottobre, Jumanji, Wolfman e del mediocre Jurassic Park III, il film porta lo spettatore nelle atmosfere anni Quaranta che lo stesso cineasta aveva esplorato esattamente vent’anni fa con Rocketeer.

La storia di Capitan America, infatti, viene raccontata fin dalle sue origini, quando all’indomani dell’ingresso in guerra degli Stati Uniti contro la Germania, L’Italia e il Giappone, il giovane Steve Rogers viene scartato più volte dal potere prendere parte al servizio militare attivo. Un giorno, però, notato da uno scienziato durante l’ennesimo tentativo senza successo, il ragazzo viene reclutato per testare il siero del supersoldato. Così, nascerà, dunque Capitan America, l’unico eroe in grado di fermare il pericoloso criminale nazista Teschio Rosso dal suo piano di conquista del mondo e della sua distruzione di qualsiasi nemico, Adolf Hitler incluso.

E’ soprattutto la sua distinta eleganza a rendere questo un grande film piacevole ed intelligente, almeno fino al finale, che scivola, purtroppo nella prevedibile banalità del deja vu. La forza della storia, della sceneggiatura e della loro messinscena stanno tutte nel raccontare gli sforzi di un uomo mingherlino e fragile, però, dal grande cuore, scelto dal destino diventare un eroe in grado di cambiare la guerra e riscrivere la storia del mondo. Depotenziata l’inevitabile retorica collegata ad un personaggio che si chiama “Capitan America” e che, peraltro, è nato davvero negli anni Quaranta prima di essere rispolverato e riletto da Stan Lee nei primi anni Sessanta, il regista insiste sull’elemento divertente della trama, enfatizzando in maniera abbastanza riuscita le atmosfere dell’epoca che richiamano visivamente tanto cinema di quegli anni e la rilettura fattane da registi come Steven Spielberg o Woody Allen.

Per quanto stereotipato il nemico di Capitan America, interpretato da Hugo Weaving noto per il suo ruolo in Matrix e nella trilogia de Il Signore degli Anelli, richiama alla memoria i nazisti di Indiana Jones e non è da escludere che la battuta (‘Il Fihrer perde tempo cercando cianfrusaglie nel deserto’) faccia riferimento proprio a quei film con cui condivide la comune ispirazione occultista ed esoterica. Dal suo punto di vista, invece, Chris Evans è un credibile Steve Rogers: un uomo mite e gentile, ma molto coraggioso che instaura una delicata storia d’amore con un’agente inglese portata sullo schermo da Hayley Atwell.

L’ambientazione anni Quaranta, la Seconda Guerra Mondiale donano quindi un’interessante prospettiva ad un personaggio legato al mondo Marvel, che, però, grazie a questo film vive una storia in qualche maniera ‘sganciata’ dal resto di quell’universo narrativo con cui è, inevitabilmente, destinata ad impattarsi l’anno prossimo quando sarà proposto al pubblico I Vendicatori che riunisce tutti i grandi personaggi da Hulk a Thor, da Occhio di Falco alla Vedova Nera, da Iron Man allo stesso Capitan America.

Non serve, però, conoscere i fumetti o anche averne solo letto qualcuno per apprezzare fino in fondo questo film che vuole essere anche una riflessione sulla macchina della propaganda e sul rifiuto della sopraffazione e del bullismo.

Intelligente, ma anche divertente in molti momenti, la pellicola seppure filologicamente corretta nei confronti del fumetto originale, va oltre le premesse letterarie per raccontare una storia più completa e approfondita. Peccato che il finale dia più spazio a battaglie e sparatorie rispetto ad un elemento psicologico, certamente più intrigante ed interessante, che avrebbe reso questo buon film in qualcosa di meglio e di superiore come è stato, ad esempio, il primo Iron Man in cui umorismo ed una certa dinamicità narrativa hanno reso tutto migliore.

In ogni caso un’ottima proposta estiva: divertente e spettacolare impreziosita da un cast di ottimi attori come Tommy Lee Jones, Dominic Cooper, Toby Jones e un più che mai straordinario Stanley Tucci la cui grande umanità rende particolarmente affascinante la figura dello scienziato inventore del siero del super soldato.

Scritto da Marco Spagnoli
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