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Spot di The Artist, nei cinema dal 9 dicembre

Attualità, Clip

29/11/2011

Ha conquistato il Festival di Cannes questo gioiello in bianco e nero, omaggio al cinema muto, diretto da Michel Hazanavicius e interpretato da Jean Dujardin – che si è aggiudicato la Palma d’Oro come Migliore Attore Protagonista – insieme a Bérénice Béjo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Missi Pyle.

Hollywood 1927. George Valentin è un divo del cinema muto all'apice del successo. L’avvento dei film parlati lo fa scivolare nell'oblio. Intanto Peppy Miller, una giovane comparsa, viene proiettata nel firmamento delle stelle del cinema.

“All'inizio, sette - otto anni fa, coltivavo la fantasia di realizzare un film muto. – ha affermato Michel Hazanavicius - Probabilmente perché i grandi cineasti leggendari che ammiro di più vengono tutti dal cinema muto: Hitchcock, Lang, Ford, Lubitsch, Murnau, il Billy Wilder sceneggiatore... Ma soprattutto perché una scelta di questo genere impone a un regista di affrontare le proprie responsabilità e di adottare un modo molto particolare di raccontare una storia. Non è più compito dello sceneggiatore o degli attori raccontare la storia: spetta solo al regista farlo. È un tipo di cinema dove tutto passa attraverso le immagini, attraverso l'organizzazione dei segni che un regista trasmette agli spettatori. E poi è un cinema molto emozionale e sensoriale: il fatto di non passare per un testo ti riporta a una modalità di racconto estremamente essenziale che funziona solo sulle sensazioni che sei in grado di creare. È un lavoro appassionante. Mi sembrava una sfida magnifica e sentivo che se fossi riuscito a portarla a termine, sarebbe stato molto gratificante. Dico che era una fantasia più che un desiderio perché ogni volta che ne parlavo suscitavo solo reazioni divertite e non venivo mai preso davvero sul serio. In seguito, il successo dei due film OSS 117 ha fatto sì che la medesima frase «vorrei fare un film muto» non fosse più recepita allo stesso modo. E poi, soprattutto, Thomas Langmann è un produttore con orecchie diverse dagli altri e ha non solo ascoltato con interesse la mia idea, ma l'ha anche presa sul serio. Ho osservato i suoi occhi mentre gli parlavo e ho capito che ci credeva. È merito suo se il film è diventato possibile, se ha cessato di essere una fantasia ed è diventato un progetto. Ho potuto mettermi al lavoro. Gli ho detto che mi sarei messo a cercare una storia e che appena ne avessi trovata una che mi sembrava funzionare, sarei tornato a trovarlo”.

http://www.youtube.com/watch?v=R0yUJ1R74ps

Scritto da Nicoletta Gemmi
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