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Due progetti rivali per il profeta Maometto

Attualità

14/03/2013

Iran e Qatar stanno lavorando a due biopic del Profeta Maometto  per il grande schermo. Lo scorso dicembre, la finanziaria Alnoor Holdings del Qatar ha annunciato di voler spendere fino ad 1 miliardo di dollari per una serie di film epici adatti per un pibblico mondiale, incentrati sulla figura del profeta dell'Islam vissuto nel settimo secolo. I finanziatori del Qatar hanno già imbarcato nel progetto Barrie Osborne, produttore della trilogia de Il Signore degli anelli, come advisor produttivo, assieme alla star di Al Jazeera Yusuf al-Qaradawi, uno dei massimi esperti dell'Islam sunnita, per supervisionare la veridicità, sulla base del Corano, della storia. "C'è una molto comprensibile cautela  da questo punto di vista" ha detto Osborne. Come è noto infatti, le ricostruzioni della vita di Maometto non sono gradite ad una parte dei mussulmani. Nel 1977 una violentissima protesta a Washington DC contro l'uscita del film biografico The Message fu seguita al sequestro di circa 150 ostaggi ed all'uccisione di due persone, oltre al ferimento del futuro sindaco della città Marion Barry. Più recentemente, Trey Parker e Matt Stone, autori di South Park, hanno ricevuto una serie di minacce dopo aver raffigurato il Profeta vestito con una pelle di orso, in un episodio della serie. Non molto lontano dal Qatar, in Iran, il regista Majid Majidi (The Song of Sparrows, Children of Heaven), ha iniziato a girare ad ottobre un film con un budget di 30 milioni di dollari. La differenza tra i due è sostanziale, poiché la produzione del Qatar è di ispirazione sunnita, mentre quella iraniana è sciita, come peraltro la stragrande maggioranza del paese. Due etnie da sempre in conflitto in tutto il mondo arabo. "E' soprattutto una battaglia politica - ha dichiarato Philippe Ragel, che ha un corso sul cinema iraniano all'Università di Toulouse - poiché le due confessioni hanno due diverse interpretazioni del Corano". Lesley Hazleton, autore di una biografia su Maometto  The First Muslim, ha aggiunto "i Sunniti sono molto più rigidi degli sciiti sulla rappresentazione del profeta."

 

Scritto da Piero Cinelli
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