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Drive: melodramma ultraviolento e poetico di un Real Hero

Attualità, Interviste

23/09/2011

Nicolas Winding RefnChe Drive sia un grandissimo film non c’è bisogno che lo torniamo a sottolineare noi, ricordiamo che ha vinto il Premio della Regia al Festival di Cannes dove era in concorso. Inoltre la filmografia di Nicolas Winding Refn parla da sola: la trilogia di Pusher, Bronson, Valhalla Rising e ora, il capolavoro, Drive.

 

Nicolas Winding Refn, classe 1970, nato a Copenaghen e cresciuto a New York è oltre ad un grande cinefilo, un uomo che realizza film forgiati sulla sua formazione. Quel misto di una violenza repressa tipica del Nord Europa con un la libertà di espressione della Manhattan degli anni ’80. Con una madre hippie, fotografa, che ha immortala personaggi del calibro di Jimy Hendrix, Nicolas porta dentro di sé una forte connotazione europea che si sposa con il cinema americano anni Settanta. Arrivato a Roma per Drive che arriva nei cinema il 30 settembre in 300 copie per 01 Distribution, parlare con lui è un’esperienza tanto interessante quanto vedere quel superfilm che è riuscito a realizzare, con protagonista uno degli attori più importanti e influenti del momento, il trentenne Ryan Gosling.

 

Drive è un film denso. Una grande storia d’amore, un uomo solo, inseguimenti, malavita, violenza, Los Angeles, musica, luci mai naturali, la notte... Lei è un grande cinefilo, su questo non vi sono dubbi dato che i riferimenti si sprecherebbero... da dove nasce quest’opera? Drive effettivamente – ci dice il regista – nasce da tutto quello che mi ha influenzato, mi ha ossessionato e continua a farlo nella vita. Personalmente penso che i film migliori nascano dalla contaminazione tra la mitologia del cinema americano con uno sguardo europeo. A parte il libro di James Sallis da cui è tratta la storia direi che Dario Argento è una delle ispirazioni maggiori, insieme a Sergio Leone e alle favole dei Fratelli Grimm”.

 

Leggendo queste favole ai miei figli – continua Winding Refn – ho capito che volevo raccontare la storia di un personaggio puro, innocente, con molti lati oscuri che ha però una sua valenza morale. Questo è il personaggio di Gosling”.

 

Ryan GoslingDriver o The Kid come lo chiamano nel film, in effetti, è un uomo carismatico per quell’essere fuori dalla realtà, o apparentemente tale, con cui si muove e agisce. Anche il suo innamorarsi di Irene/Mulligan è un amore da melodramma, da opera lirica, shakespiriana...

 “Assolutamente sì perché anche in questo caso, Driver, si innamora come può succedere solo in una favola, senza il lieto fine. E’ un amore impossibile e assoluto, fuori dalla realtà. Un amore puro, senza complicazioni. E questo spiega il suo modo di essere. Nella prima parte del film si illude di potere avere una relazione con questa donna, quando scopre che è un’astrazione, un’aspirazione che non si concretizzerà mai, esplode tutta la sua violenza repressa. Perché l’amore assoluto è violento in quanto illusione, impossibile da vivere. Per me il cinema più è estremo e più è riuscito. L’arte è un atto di violenza”.

 

Da dove esce questa sua considerazione della violenza? “Io non sono per niente un uomo violento – afferma Refn – e penso che si veda. Se devo dare una spiegazione penso che la mia ossessione per la violenza nasca da una ribellione verso i miei genitori. Tutti ad un certo punto della vita non ne possiamo più di nostra madre e di nostro padre. E mia madre - che è sempre stata e lo è ancora un’ottima madre – mi ha cresciuto dicendo che i film europei erano profondi, emotivi, interessanti mentre quelli fatti ad Hollywood erano fascisti. Come avete detto prima lei è una vera hippie. Così quando sono cresciuto ho cominciato a guardare tutto Dario Argento, Leone, Lynch, i film di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi che adoro... penso che questo sia avvenuto come moto di avversione verso quello che mi era stato insegnato. Poi la ringrazio ancora per avermi fatto vedere Fellini, Visconti, Murnau, Melville ecc... è chiaro che senza di loro non sarei nemmeno qui”.

 

Com’è stato vincere il Premio per la Migliore Regia al Festival di Cannes al terzo film? “Già essere stati scelti per il concorso è stato un regalo immenso. Poi la sera arriva Robert De Niro e ti consegna questo premio dicendoti che Drive è uno dei film più belli degli ultimi anni... Ti alzi da terra dalla gioia. Detto questo, la mattina dopo, mi sono ritrovato con mia moglie e con i miei figli, dovevo preparare la pappa e cambiare i pannolini. Insomma la vita ricominciava con la sua quotidianità. Quindi un premio è un momento di immensa felicità, ma non va oltre... Senza la vita reale non si può fare arte. Il talento è frutto di duro lavoro, solo di quotidiano duro lavoro su se stessi, su chi ti sta intorno, e su quello che vuoi fare ed essere”.

 

In molti hanno visto nel suo film una forte affinità con The Driver di Walter Hill, del 1978, con Ryan O'Neal... “Sì ma è una influenza indiretta. Nel senso che è Sallis che è pazzo di quel film, io non l’avevo mai visto – anche perché è difficilissimo da reperire – se non qualche giorno prima di iniziare a girare Drive. Non lo conoscevo proprio. Ma ogni mio film si porta dietro un’altro film come colonna sonora di ispirazione. Per esempio, rimanendo in tema Hill, quando ho girato Vahlalla Rising pensavo in continuazione a I Guerrieri della Notte”.

 

Prossimo film di nuovo con Ryan Gosling... “Sì è nato un grande amore e ne sono veramente felice perché Ryan oltre ad essere un attore mostruosamente bravo è una persona che stimo e adoro. Adoro perché è adorabile. C’è poco da fare è uno cool. E’ bello, simpatico, generoso, professionale... E così, grazie a Dio ci sono persone di questo tipo al mondo, un mix di fortuna e di grande lavoro su se stessi. Lui è uno di questi, si mette perennemente in discussione e allo stesso tempo ha una personalità supercarismatica. Il film si chiama Only God Forgives, inizieremo le riprese a Natale e sarà interamente girato in Thailandia. L’altra grande interprete che sarà nel film è Kristin Scott Thomas”.

 

Only God Forgives è già stato comprato per l’Italia dalla IIF, che ha acquistato a Cannes Drive, quindi ci si vede tra un anno con il nuovo lavoro di Nicolas Winding Refn.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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