questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Dove osano le Aquile: Apocalypse Now in Britannia. The Eagle di Kevin MacDonald

Attualità, Recensioni

12/09/2011

Visto alle Giornate Professionali di Cinema di Riccione, dove ha riscosso un grande successo, finalmente arriva nelle sale, da venerdì 16 settembre The Eagle per la regia di Kevin Macdonald con Channing Tatum, Jamie Bell, Mark Strong.

La storia è quella di due uomini partiti per una missione impossibile: recuperare l’aquila ovvero l’emblema della nona legione distrutta in uno scontro frontale con i barbari della Britannia molto a nord del vallo Adriano. Un viaggio allucinante in una terra inospitale che risente fortemente dell’influenza inquieta delle atmosfere di Apocalypse Now di Francis Ford Coppola con cui ha più punti di contatto. A partire dal fatto che entrambi i film sono ambientati in una terra inospitale, occupata da un esercito invasore. Anche qui il protagonista è un militare intelligente e coraggioso: un giovane centurione che congedato con onore dopo il suo primo scontro in terra britanna per avere salvato un forte da un attacco nemico, si è ritirato a casa di suo zio a curare le ferite. The Eagle ha, però, qualcosa in più:  il soldato romano interpretato da Channing Tatum è il figlio di quel comandante che aveva guidato la nona legione nell’oblio. La perdita dell’aquila, nonostante la morte in battaglia, aveva pregiudicato l’onore della famiglia. Un’onta che Marco Aquila ha intenzione di vendicare. Visto che nessuno a Roma vuole muovere un’intera legione mettendo a repentaglio migliaia di vite, lui da solo, avendo avuto notizie che l’aquila della nona legione è stata vista da qualche parte, partirà per recuperarla. Ad accompagnarlo un giovane schiavo interpretato da Jamie Bell, l’ex Billy Elliot impegnato in un ruolo complesso di un ragazzo che pur avendo visto la sua intera famiglia massacrata dai Romani, manterrà fede alla parola data, aiutando il suo padrone nell’impresa.

Superato il muro eretto dall’imperatore la cui vita è stata narrata nel memorabile romanzo storico di Marguerite Yourcenar Le memorie di Adriano che nessuno, peraltro, è mai ancora riuscito a fare diventare un film, i due giovani uomini si trovano alle prese con il mistero che circonda la scomparsa della nona legione: spintasi molto lontano dalla zona sicura e coinvolta in un terribile scontro contro tutti gli abitanti delle Highlands, l’unità era stata come ‘inghiottita’ dal nemico e nessun superstite era mai tornato a raccontare i dettagli della fine dei cinquemila uomini che la formavano.

In una delle zone più impervie e sperdute i due faranno delle scoperte sconvolgenti e si troveranno dinanzi alla concreta possibilità di restituire l’onore perduto alla famiglia del centurione a patto di riuscire a sopravvivere a pericoli letali.

Girato con uno stile molto vicino al documentario, in cui Kevin Macdonald segue in maniera intima e dinamica una narrazione molto moderna e, per certi versi, spettacolare, The Eagle è una vera sorpresa per quattro quinti della sua durata.

Un degno erede dell’epica de Il Gladiatore con protagonista un personaggio modellato nella filosofia stoica e militare dell’Antica Roma. Senza concessioni significative alla tradizione dei ‘sandaloni’, il film è un omaggio alla storia romana, ma soprattutto l’occasione di una narrazione moderna e intelligente di un viaggio in zona di guerra dalle forti implicazioni umane e psicologiche. Un racconto di onore, lealtà e amicizia ambientata in un luogo ostile e violento, dove la storia ufficiale e luminosa della conquista della civiltà romana si confonde con i chiaroscuri degli abusi, delle violenze, della sopraffazione e del dolore di tutte le guerre. Una pellicola costruita alla perfezione dal regista de La morte sospesa, Un giorno a settembre, State of Play e L’ultimo Re di Scozia che dona una prospettiva moderna su una storia che ha qualcosa di universale ed eterno.

L’unico problema del film, ma forse si tratta di un peccato tutto sommato ‘veniale’ è che il finale non è il linea con quanto visto fino a quel momento, ma è uno sbilanciamento eccessivo dell’anima un po’ western della pellicola ed è più simile a quello che sarebbe potuto accadere ad un eroe sullo stile di John Wayne che ad un personaggio arrivato dopo il Maximus di Ridley Scott.

Una pellicola, dunque, pienamente apprezzabile, nonostante l’eccessiva enfasi che impregna gli ultimi minuti, e certamente da vedere per il suo forte impatto visivo, ma anche per la sua forza narrativa.

A prescindere dalle imperfezioni, anche grazie alla presenza carismatica di Donald Sutherland, The Eagle restituisce allo spettatore il senso dell’avventura di un’intera esistenza in territorio nemico dove i due protagonisti mettono a repentaglio la propria vita in nome dell’onore e di quello che, alla fine, resta il viaggio di un figlio alla ricerca disperata e solitaria del proprio padre che aveva visto, l’ultima volta, ancora bambino. Un affare di famiglia che si confonde sullo sfondo di una tragedia collettiva per Roma e per il popolo della Britannia.

Scritto da Marco Spagnoli
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA