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Donatella Finocchiaro splendida voce narrante per Morabito

Anteprime, Interviste

27/11/2013


Edoardo Morabito, regista catanese arriva al Festival di Torino con “I fantasmi di San Berillo”, un documentario sul quartiere di Catania che fu sventrato alla fine degli anni '50 per far posto a una nuova idea di città. A causa di questo furono letteralmente deportati trentamila abitanti. Oggi quello che resta del quartiere e' abitato da invsibili,  trans e prostitute. A fare da voce narrante al racconto per immagini di Morabito e' Donatella Finocchiaro, che ci racconta così il suo lavoro sul testo per dar voce alle immagini.

Donatella come hai cominciato il tuo lavoro su questa voce che rappresenta un fantasma?
Edoaro mi ha chiesto concentrarmi su un personaggio che non si vede ma c'e'. Si tratta di San Berillo un quartiere in cui si inseriscono i fantasmi di oggi, prostitute e trans, con i fantasmi di ieri. Tutto nasce per raccontare questo quartiere attraverso i personaggi che vivono nel deserto del centro storico. So che tra scrittura e ricerca e' durato quattro anni, in un non luogo, un paradosso spazio temporale. Uno spazio che la città non vive, non 'pensa', in ciò ricambiato 

Cosa ti ha colpito di queste maschere dolorose?
Sembravano assolutamente speculari al quartiere. Loro sono ignari della storia del quartiere eppure lo vivevano, lo rendevano possibile. Per me la memoria e' viva e come tale va raccontata, con le pietre e con i volti di un popolo di invisibili. Io sono la voce narrante, le loro rughe, i loro volti raccontavano già da soli. Ti confesso che ci sono alcuni volti che ancora mi scuotono, perché come dice Eduardo non si tratta di un documentario di tipo giornalistico, che narra del quartiere ecc ecc. Ma si tratta di un racconto per immagini che restituisce voce agli ultimi, non semplicemente osservati ma colti nella loro stessa essenza, dopo ore ed ore di colloqui, attese.

Come ti sei rapporta a quei personaggi?
Non si tratta di personaggi facili, il trans che racconta gli anni d'oro di San Berillo, quando,li si facevano i soldi veri negli anni 80'/90'. Poi la chiusura del 2000, il declino del quartiere e delle persone che ci vivevano. Poi c'è il nostalgico Orazio, quello che ricorda i tempi di Luana di cui si era innamorato. C'è il cronachistico, il grottesco, il comico, tante corde per raccontare questi fantasmi di ieri e di oggi.

Tu sei Goliarda Sapienza, c'
è la racconti?
Si tratta della voce di Eduardo che si mischia a quella della poetessa. Edo ha fatto un lavoro letterario di sintesi di lavori di Goliarda che apparteneva a quel quartiere, lo aveva vissuto e raccontato in Io 'Jean Gabin', 'La porta e' aperta'. Li si trova il suo genio, la sua follia, la capacità di raccontare un architetto di lava, l'Etna, che in una notte e' riuscito a costruire San Berillo.

Come ti ha coinvolta Morabito?
All'inizio dovevo essere solo una voce tra tante altre. Poi Catania e' la mia città, quindi mi son innamorata totalmente del progetto, commozione vera che forse ha convinto Edoardo che la voce narrante dovesse essere solo la mia, la voce della memoria di Goliarda.

Scritto da Titta Digironimo
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