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Don Carlo (Verdone) ci parla del suo nuovo film!

Interviste, Personaggi

02/12/2009

Carlo VerdoneIl 5 gennaio 2010 arriverà nelle sale italiane, Io, Loro e Lara, l’ultima pellicola di Carlo Verdone, distribuito dalla Warner Bros. Una commedia ma con uno sguardo amaro sul livello di imbarbarimento della nostra società. Lo sguardo è quello di un prete, in crisi, che fa ritorno nel suo Paese, l’Italia, dopo avere trascorso alcuni anni in Africa. "Siamo orgogliosi ed onorati - ha detto Paolo Ferrari, Presidente Warner Bros. - di avere prodotto e di distribuire il nuovo film di Carlo Verdone. Dopo anni di lavoro per sviluppare la produzione italiana, ci siamo sentiti pronti a raccogliere una sfida importante come questa, con la soddisfazione di avere contribuito ad un altro successo nell'inimitabile percorso professionale di un grande uomo di cinema". Ne abbiamo parlato con l’autore.

 

Da dove nasce l’idea di Io, Loro e Lara?

Il film è una storia corale che gira intorno a due personaggi. Il sacerdote Carlo Mascolo, un missionario in crisi religiosa, che torna in Italia dopo dieci anni di servizio in un villaggio africano. Tornato a Roma, viene rispedito dai superiori nella casa paterna per un periodo di riflessione. A casa lo aspetta una situazione tragicomica, tutti contro tutti, ed il povero sacerdote viene inevitabilmente fagocitato dalle meschinità dei suoi parenti. In questo manicomio di casa del sacerdote entra poi il personaggio emblematico e misterioso di Lara, interpretata da Laura Chiatti. All’inizio le due storie, quella di Carlo e di Lara, vengono rappresentate parallelamente, depistando lo spettatore che non sa che collegamento ha questa ragazza con il mio personaggio e, soprattutto, che tipo di problemi ha lei. Poi le storie convergono.

 

Quindi Verdone torna a vestire i panni di un sacerdote, ma in maniera molto seria?

Molto seria e molto misurata. La pellicola è una commedia ma la comicità viene sempre di risposta, salta fuori dalle provocazioni delle situazioni nelle quali lui si trova in mezzo. Una serie di circostanze imbarazzanti nelle quali Carlo viene spinto, ora dall’uno ora dall’altro, ma alla fine quest’uomo che non ne può più di quello che sta vedendo – arriva a pensare che si stava meglio in Africa -, riuscirà con una pazienza, una grande nobiltà d’animo tenendo conto delle cose davvero deprecabili che deve subire, a creare un clima di grande concordia. Carlo ce la farà ad unire questi soggetti così poco equilibrati, sia all’intrusa che entra nella sua vita. Un messaggio importante per quel che riguarda la tolleranza nei rapporti, il sapersi capire, con la famiglia che è vista come l’unico baluardo dove potere riportare un po’ di sanità mentale e di senso nella vita. Tutto questo senza volere essere cattolici, di comunione e liberazione o dei bigotti… no, non è questo ciò che mi ha mosso a scrivere questa storia. Inoltre, tornando alla vostra domanda, sì volevo interpretare un sacerdote - dato che ne ho fatti diversi in passato ma erano tutte macchiette: se pensate al prete di Un sacco bello, al finto prete di Acqua e sapone, al frate in Viaggi di nozze – questa volta, però, in maniera seria. Volevo che questo personaggio rimanesse all’interno dei problemi veri, reali di una famiglia. Quindi niente di stereotipato, nessun prete che parla dal pulpito ma un uomo moderno calato in problemi reali.

 

Quindi Verdone c’era una vera e propria esigenza da parte sua di raccontare questa storia?

Assolutamente sì. In più volevo mettermi alla prova perché era delicatissimo trattare argomenti del genere tant’è che il mondo della Chiesa quando ha saputo che stavo sviluppando questo soggetto erano tutti quanti molto impauriti, sia i missionari, sia i comboniani, sia i gesuiti, poi alla fine, hanno visto il film e credo che siano rimasti estremamente soddisfatti perché la pellicola mostrava quello che avrebbero voluto vedere. Ovvero la rappresentazione di un prete moderno che gli fa fare bella figura, nonostante sia in crisi, nonostante abbia le sue debolezze ma è un uomo con molta dignità e ancora con delle motivazioni molto forti. Non è uno che perde tutto in quattro e quattr’otto, è in un momento di confusione.

 

Che cosa ci dice del cast. Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Angela Finocchiaro…

Anna Bonaiuto è una delle migliori attrici di teatro che abbiamo in questo Paese e l’ho voluta perché mi serviva una sorella molto energica, dinamica, siamo a Roma ma lei ha un’impronta più milanese fattiva, concreta, determinata. Una Signora ma con un bel carattere. Quindi Anna era l’ideale e si è dimostrata tale. Angela Finocchiaro nel ruolo dell’assistente sociale che segue Laura è stata una scoperta fantastica. Nella parte finale del film c’è un duetto tra me e lei e devo dire che è una partita a tennis di grande recitazione quindi ho scoperto una partner ideale, spero anche per il futuro. Marco Giallini sarà una rivelazione per tutti dato che ha un ruolo molto comico, noi, invece, lo abbiamo conosciuto per film violenti, drammatici, dove fa sempre la parte del cattivo ma, in realtà questo attore è formidabile per la commedia. Vi assicuro che ha dei tempi comici unici e sono contento di essere stato il primo ad avere intuito questa sua predisposizione e sono convinto che continuerà la sua carriera soprattutto nell’ambito della commedia dopo questa esperienza. Su Laura che dire, è una ragazza adorabile, oltre al fatto che ha un primo piano meraviglioso, il più importante che abbiamo in Italia dal punto di vista della bellezza, della fotogenia, tra le giovani attrici. Ho trovato una ragazza molto umile che si mette molto al servizio del lavoro che sta facendo, è una persona estremamente collaborativa, carina in tutto e devo dire che con grande concentrazione, grandissima professionalità, ha superato una prova tutt’altro che facile. Le sfaccettature del suo personaggio sono tante: dalla follia, alla malinconia, alla seduzione, alla tristezza e lei lo ha fatto con estrema credibilità. Questo vuole dire che credeva nel film e in me. Dico questo perché penso fermamente che la forza di questo film sia soprattutto nel cast. Sono davvero tutti molto bravi.

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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