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Domenico Procacci - (Fandango): I miei compagni di viaggio

Interviste, Trade

02/12/2009

Domenico Procacci“Il 2009 è un anno in cui abbiamo girato cinque film: un numero importante per una società come la nostra. Due sono già usciti, mentre altri tre saranno presto nelle sale: Baciami Ancora di Gabriele Muccino, Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, Passione di Carlo Mazzacurati. Mentre i primi due usciranno tra gennaio e marzo, l’altro sarà pronto per la seconda metà dell’anno. Titoli forti nei quali credo molto”.

 

Baciami Ancora non è esattamente un sequel, quanto, piuttosto la seconda parte di una storia più articolata…

 Baciami Ancora è una pellicola di grande forza commerciale, ma non è stata questa motivazione a spingerci a realizzarla. Altrimenti non avremmo aspettato dieci anni. Avevamo il desiderio di raccontare ancora questi personaggi e quando Gabriele è tornato in Italia ci è sembrato giusto, scegliere questo progetto. Abbiamo lavorato sulle linee lasciate aperte dieci anni fa, e intrecciandole di nuovo è venuto fuori un film molto complesso, più divertente e anche più emozionante di quanto mi aspettassi. E’ una pellicola di cui sono particolarmente felice: credo che lo spettatore potrà apprezzarlo senza conoscere L’Ultimo Bacio, ma è anche vero che chi ha amato l’originale, sarà molto interessato a conoscere quello che hanno vissuto i personaggi nel frattempo.

 

Molti autori tornano a lavorare con voi e altri sembrano essere stabiliti all’interno della famiglia Fandango…

E’ un modo di lavorare che abbiamo sin dall’inizio della storia della nostra società. Un po’ romantico o, forse, a seconda dei punti di vista, un po’ stupido. Lavoriamo più sull’intesa che sui contratti. Gabriele Muccino non ha mai avuto un contratto per più di un film e, qualche volta, lo abbiamo firmato anche in ritardo rispetto l’inizio della lavorazione. Se si lavora bene è interesse di tutti lavorare insieme. Sono contento di avere fatto un altro film con Ferzan Ozptek. E’ un regista con cui si lavora molto bene e spero di potere fare anche altri film con loro. I registi diventano dei compagni di viaggio da accompagnare nel loro percorso. Il lavoro più lungo con più prospettiva è anche quello che mi diverte di più anziché scegliere il cineasta per il singolo progetto.

 

Qual è la sfida oggi?

Speriamo di riuscire a fare presto il progetto americano di Gabriele Muccino che abbiamo ideato e sviluppato insieme. La vera sfida è lavorare sul film incentrato sulla storia della Diaz durante il G8. Non so se riuscirò a produrlo, perché, comunque, non sarà facile. Sarà un film su quella notte che ha lasciato alle sue spalle un ragazzo morto e novantatré ragazzi feriti. In più un’intera nazione che è stata segnata da quei tre giorni a Genova, quando si sono spente le luci e si è piombati in un’altra dimensione. Non sarà facile, perché è un argomento che qui in Italia non sarà facile fare abbracciare dai distributori.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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