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Domani, la libertà - Donne senza uomini di Sherin Neshat

Anteprime, Attualità

08/03/2010

Iran, 1953. Sullo sfondo tumultuoso del colpo di stato appoggiato dalla CIA, i destini di quattro donne confluiscono in uno splendido giardino di campagna dove trovano indipendenza, conforto e amicizia.

Una serie di incontri toccanti ed emozionanti, mentre all’orizzonte si staglia il crescendo di una guerra civile che porterà l’Iran di allora, ma il film non lo mostra, a scivolare lungo quel baratro che, un quarto di secolo dopo, lo vedrà diventare la potenza fondamentalista e oscurantista che conosciamo oggi.

Elegante e delicato, appassionato e rarefatto, Donne senza uomini premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia segna l’esordio alla regia della video artista iraniana, residente a New York, Shirin Neshat.

Un film pieno di emozioni in cui non è solo la femminilità a trionfare, ma il senso stesso dell’essere donna in una società pronta a chiudersi nell’oscurantismo per colpa di fattori esterni che, come spesso accade nella Storia, alimentano maligne forze centripete e destibilizzatrici.

Una pellicola importante dove ogni inquadratura sembra riuscire a cristallizzare nel tempo tutta la bellezza dell’immagine e il suo significato, spesso, doloroso se non addirittura carico di orrore.

Non manifesto politico e, tantomeno celebrazione irredentista, Donne senza uomini è un canto di libertà, elegiaco e sincero, che parla di donne alle prese con momenti complessi delle loro esistenze e scelte ancora più difficili. Un percorso personale che trova conforto solo nella condivisione di una femminilità resa problematica dalla Storia e dalla Geografia di un paese sull’orlo di un precipizio.

Donne diverse tra loro sono le protagoniste di questo film ispirato al romanzo della scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur che in quelle pagine descrive l’ultima speranza di libertà di un paese e di un popolo, prima che tutto venga travolto dall’incedere incostante ed irriverente del tempo che passa

Un film da vedere e da amare in tutta la sua bellezza.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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