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Dio salvi il Re (che alla regina ci pensiamo noi…)

Attualità, Recensioni

13/10/2011

I Tre Moschettieri in 3D di Paul W.S. Anderson

Per quanto leggerissimo e pieno di quelle che possono essere definite delle vere e proprie fandonie e cantonate storiche, I Tre Moschettieri in 3D è innegabilmente un film spettacolare e scacciapensieri. Un fumettone pieno di effettistica visiva che a differenza, però, di tante pellicole simili come La lega dei Gentiluomini Straordinari e Van Helsing mantiene saldamente per stella polare il canovaccio di una sceneggiatura basata sul romanzo di Alexandre Dumas cui, tutto sommato, è perfino in un certo senso ‘fedele’.

Diretto da Paul W.S. Anderson autore di Alien vs. Predator, di Mortal Kombat e della saga di zombie cafoni come quelli di Resident Evil dove ha conosciuto la moglie Milla Jovovich, scelta come protagonista femminile di questa versione ventunesimo secolo, I Tre Moschettieri è un misto di estetica da videoclip e reminescenze dei film di cappa e spada, a partire proprio dalla versione del 1948 in cui il Cardinale Richelieu aveva le sembianze di Vincent Price e la regina Anna quelle della non ancora Signora in Giallo, Angela Lansbury.

Colori forti, situazioni rocambolesche, dialoghi eroici con un’idea antica di nobiltà rispetto ad un mondo corrotto, caratterizzano questo film dove Athos, Portos e Aramis hanno le sembianze rispettivamente di Matthew Macfayden, Ray Stevenson e Luke Evans, mentre il personaggio del Cardinale Richelieu si avvale della simpatia di Christoph Waltz reduce dal successo dell’intenso Carnage di Roman Polanski. Se il ruolo del Duca di Buckingham è affidato ad un sempre insipido Orlando Bloom e quello di Rochefort all’attore danese Mads Mikkelsen, D’Artagnan è quel Logan Lerman che avevamo conosciuto  due anni come protagonista del primo e non troppo fortunato capitolo della saga di Percy Jackson.

La storia è quella che tutti crediamo di conoscere tratta dal romanzo di Dumas: il Cardinale Richelieu trama insieme a Milady per portare la Francia sull’orlo della guerra con l’Inghilterra, rovesciando il potere del fragile Luigi XIII e, al tempo stesso, rovinando l’onore della regina Anna che sembra essere l’unica decisa a tenergli testa. Per fermare il complotto, però, ci sono i Tre Moschettieri appartenenti alle guardie speciali del sovrano cui si è aggiunto il figlio di un ex di nome D’Artagnan. Insieme a Athos, Portos e Aramis il giovane guascone affronterà avventure mirabolanti per sventare il colpo di stato di Richelieu, riuscendo, al tempo stesso, a trovare l’amore.

Anche se Milla Jovovich non è Lana Turner e Logan Lerman non è certo Gene Kelly, I Tre Moschettieri di Paul W.S. Anderson sembrano guardare più all’ elegante ingenuità del film di sessanta anni fa, piuttosto che alle versioni successive come quella del 1973 con Michael York, Charlton Heston, Raquel Welch, Faye Dunaway, Oliver Reed o a quella di vent’anni dopo con Kiefer Sutherland, Tim Curry, Chris O’Donnell, Charlie Sheen e Julie Delpy: questo perché oltre ad essere spettacolare, I Tre Moschettieri del Ventunesimo Secolo puntano soprattutto a sorprendere lo spettatore con mirabolanti battagli aeree su navi volanti progettate appositamente da Leonardo Da Vinci e ai divertenti combattimenti di Milady che pur essendo imprigionata in corsetti strettissimi non manca di agilità e istinto omicida.

Leggero e brillante, I Tre Moschettieri, enfatizzato da un 3D discreto che nulla toglie o aggiunge alla fruizione del film, ha il grande merito di non volere essere più di quanto sembra e, al tempo stesso, mantenere inalterato un discreto senso dello humour reso al meglio proprio da Milla Jovovich e da Christoph Waltz che, però, porta sullo schermo un Cardinale Richelieu senza i gatti che, nella realtà, il prelato amava tanto, responsabili, forse, di avere reso ancora più carismatiche le interpretazioni di ‘mostri sacri’ come Vincent Price, Charlton Heston e dello stesso Tim Curry.

Il film che, è bene ricordarlo è una coproduzione europea, va oltre il lieto fine del romanzo, con un finale che, però, lascia poco spazio ai dubbi: i cineasti hanno evidentemente intenzione di tornare presto sul set e non bisognerà certo aspettare i ‘Venti anni dopo’ del romanzo originale, per vedere i Moschettieri di nuovo in azione. Nel frattempo questo resta un film per famiglie allegro e colorato, che sebbene esile dal punto di vista dei contenuti non risulta, comunque, privo di qualità.

Scritto da Marco Spagnoli
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