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Dimenticare Palermo: “Salvo”, lo sguardo che cambia il mondo

Recensioni

24/06/2013

E' un noir metafisico quello firmato da Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, sulla scorta della lezione di Takeshi Kitano, e impreziosito dalla fotografia di Daniele Ciprì

Salvo è un'opera importante, che richiede allo spettatore di mettersi in ascolto di una narrazione rarefatta ed essenziale in cui gli stravolgimenti dell'anima e del corpo, sono come zittiti dalla violenza di un mondo circostante dominato dalla sopraffazione delle pistole e della crudeltà.

Un uomo e una donna si incontrano: lui vuole uccidere il fratello della ragazza e ammazzerebbe anche lei se non fosse che la ragazza cieca, sorprendentemente, riacquista la vista. Lui la prende prigioniera, forse, per pietà, più verosimilmente per paura di qualcosa che non capisce, ma pian piano viene saffascinato dalla giovane donna che più si libera di una sorta di feriinità, più viene raddolcita da una serenità quasi inspiegabile razionalmente in un contesto di morte come quello della Palermo delle lotte di Mafia.

Un caldo soffocante, gli incendi dolosi e un mondo che sembra impazzito circondano, ma non consumano il rapporto fatto di gesti essenziali tra il killer interpretato dall'attore palestinese Saleh Bakri e dalla ragazza portata sullo schermo in maniera molto convincente da Sara Serraiocca

Una pellicola dominata dai colori bruciati, dai silenzi, dalla banalità di parole che parlano di nulla e che allude ad un mondo migliore in cui per scoprire cosa accade davvero bisogna liberarsi della propria cecità fisica, ma soprattutto morale.

Un film interessante in cui il cinema di genere diventa metafora del meglio e del peggio degli esseri umani in un dinamico scontro di estremi in cui tutto diventa plausibile: dal miracolo fisico al ripensamento morale, dalla rabbia incontenibile fino alla rassegnazione rispetto al fatto che 'il crimine non paga' e che la fuga, in fondo, è impossibile.

Da ammirare il piglio attraverso cui il film ti chiede sin da subito di metterti in ascolto e di guardare lo schermo con attenzione altimenti impossibile se non al cinema, per cogliere tutti i dettagli di una pellicola che non senza ironia, esplora il non detto delle diverse personalità dei protagonisti. Una storia di speranza e di redenzione, ma anche un piccolo apologo su come l'impossibile possa verificarsi nel cinema d'autore, sparigliando le carte e obbligando tutti a scelte inattese e, forse, estremamente dolorose. 

Una narrazione forte, importante, necessaria, originale. 

Scritto da Marco Spagnoli
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