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Dietro le quinte dell’horror Le Origini del Male

Attualità, Featurette

23/06/2014

Il 2 luglio arriva al cinema l’inquietante e spaventoso Le Origini del Male, il nuovo thriller horror di John Pogue, con Jared Harris, Sam Claflin, Olivia Cooke, Erin Richards e Rory Fleck-Byrne, distribuito dalla Key Films.  Il film racconta la storia vera di un gruppo di studenti di Oxford di cui non si hanno più notizie dal 1974, quando tentarono un esperimento per curare una ragazza affetta da un male inspiegabile.  Le video-riprese amatoriali che avevano girato sono state nascoste per anni: oggi, a quarant’anni di distanza, finalmente sappiamo ciò che scoprirono. Per la prima volta al cinema il pubblico potrà assistere ad un‘esperienza cinematografica oltre ogni immaginazione che li condurrà a una verità sconvolgente. Da questo episodio di cronaca, che finalmente ha una spiegazione,  prende spunto un esperimento condotto da un gruppo di parapsicologi canadesi, noto come "The Philip Experiment”.

Lo scopo dell'esperimento era quello di entrare in contatto con un fantasma. Per farlo, i ricercatori dovevano creare l'identità spirituale e renderla il più reale possibile. Così si riunirono e cominciarono ad inventare un background concreto: diedero un nome allo spirito (Philip) e ricrearono i dettagli della sua intera vita e delle azioni che avevano portato alla sua tragica morte. Dopo aver creato l'atmosfera adatta, che ricordava il periodo storico in cui era vissuto Philip, le sedute cominciarono. Dopo un paio di settimane, Philip entrò in contatto con i ricercatori. Le sue manifestazioni non erano in forma fisica, ma il fantasma segnalava la sua presenza alzando il tavolo e facendolo scivolare da destra a sinistra. Ma dal momento che Philip era solo un'identità inventata, a chi apparteneva lo spirito che si era manifestato durante l’esperimento?

Dopo aver prodotto The Woman in Black e Blood Story, la Hammer torna nel mondo dell’occulto e del paranormale con Le Origini del Male, un film che a molti sembrerà pura finzione, ma l’ispirazione è del tutto reale. Infatti alcuni anni fa, molti scienziati hanno studiato i fantasmi, la psicogenesi e il teleplasma in veri e propri laboratori professionali e riconosciuti, facendo ricerche e sperimentando il possibile e l’impossibile. In particolare lo sceneggiatore Tom De Ville è rimasto colpito proprio da questo Esperimento Phillip, accaduto a Toronto negli anni ’70: “I ricercatori hanno tentato di creare un essere soprannaturale sfruttando la loro stessa energia emotiva” - ha raccontato - “Sono seguiti una serie di fatti inquietanti, come rumori di colpi e tavoli che si muovevano, e hanno girato un filmino per documentare parte dell’esperimento. Così ho pensato di trasformare questa storia in un horror ed è nato il personaggio di Jane Harper, una ragazza disturbata che ha catalizzato la sua rabbia repressa e disperazione su un’entità nota come Evey”. Gli spettatori, grazie al personaggio di McNeil e alla sua macchina da presa, assistono all’esperimento di nascosto, rimanendo coinvolti dal terrore e dalla suspance che l’evento genera. 

Infatti una buona parte del film racconta la storia attraverso l’occhio della macchina da presa, con filmati stile vintage che si alternano alle riprese normali. I realizzatori hanno optato per dei found footage girati con lo stile di ripresa tipico degli anni ’60 - ’70 e microfoni che reagiscono a disturbi elettrici, crepitii e scoppiettii. Il Direttore della Fotografia Matyas Erdely ha lavorato a stretto contatto con Pogue per ottenere delle immagini intense, profonde e sature, molto tipiche dei film degli anni ’70, anche se ha mantenuto una narrazione più classica e il tutto è girato in digitale con l’utilizzo di una Arri Alexa. Lo scenografo Matt Gant ha creato le varie location del film, dalla vecchia casa isolata in Inghilterra, allo sfondo dell’esperimento e la stanza chiusa con Jane Harper al suo interno. Di seguito un video del b - roll del film, per curiosare del lavoro sul set

Scritto da Letizia Rogolino
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