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Dietro le quinte di The Congress

Attualità

10/06/2014

Il 12 Giugno il regista Ari Folman porta sul grande schermo The Congress, un film originale ed interessante, che introduce componenti di animazione, attuali tecnologie cinematografiche 3D e la motion capture. Ispirato al romanzo di fantascienza Il Congresso del Futuro di Stanislaw Lem, il film racconta dell’attrice Robin Wright che interpreta se stessa, e riceve l’offerta di vendere la propria celebre identità. Così viene creato un suo clone virtuale animato, che lo Studio potrà utilizzare a suo piacimento per ogni tipo di film a Hollywood. La retribuzione per questo impegno è alta, e il contratto ha la durata di ben venti anni, ma Robin finisce in un mondo animato che non avrebbe mai immaginato, dove scopre vari ostacoli e tribolazioni, fino a quando non viene trasformata nuovamente in una formula chimica.

Lo scrittore Lem fu il primo a predire una dittatura chimica mondiale ad opera delle case farmaceutiche, sempre alla ricerca del progresso per ottenere grandi guadagni. Questo argomento è stato spesso al centro di film per il cinema e per la tv, ma con The Congress l’argomento è trattato in un modo più visionario e, tuttavia incisivo. Dopo Avatar o il passato Roger Rabbit, i registi sono sedotti dal sostituire gli attori in carne ed ossa con delle riproduzioni animate o immagini 3D generate da un computer, anche se il risultato finale e le reazioni del pubblico sono imprevedibili. The Congress va oltre, trasformando questi personaggi in una formula chimica, così da permettere ad ognuno di noi di realizzare il proprio film nella mente, con un cast di attori che vede adatti alle varie storie e alle sue fantasie. 

Folman, regista di Valzer con Bashir, immagina praticamente un nuovo modo di fare cinema, in cui il pubblico diventa il demiurgo dell’opera, e gli attori non scelgono più a cosa partecipare e per quale progetto sfruttare il proprio talento. In tal modo però questi diventano esseri vuoti ed inutili, che non rimangono nella storia e, la tecnologia avanzata messa in atto dallo Studio risucchia la loro identità, sfruttandola fino alla fine. Il film combina un live-action documentaristico alla tecnica dell’ animazione per illustrare la transizione della mente tra le influenze psico-chimiche ed una realtà ingannevole. Definito fantasy futuristico, questo film in fondo sembra una denuncia della realtà del futuro e celebra il cinema come arte piena di possibilità e suggestioni.

 

Scritto da Letizia Rogolino
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